Venator: oltre 150 lavoratori, sindacati, sindaci e Provincia allo sciopero

Biliotti e Cascioli: “Ancora in tempo per trovare soluzioni per i lavoratori dell’impresa e del comparto e scongiurare una crisi sociale ed economica terribile per tutto il territorio”

Scarlino: Grande adesione alla manifestazione dei lavoratori della Venator indetta dalla Rsu. Presenti circa 150 lavoratori, tra dipendenti Venator e lavorati del comparto, tutti i sindaci del territorio e il presidente della Provincia, Francesco Limatola: "Un elemento questo - commenta Katiuscia Biliotti, segretaria generale della Cisl di Grosseto - che fa capire come le istituzioni siano vicine in questo momento ai cittadini".

Anche Emanuele Cascioli, della segreteria della Femca Cisl di Grosseto, con delega al polo industriale, esprime soddisfazione per la manifestazione di oggi: "La gente è stanca sia di questa infinita situazione di incertezza, sia perché a pagare alla fine sono sempre e solo i lavoratori. Ringrazio vivamente tutti quelli che hanno partecipato e le numerose maestranze delle ditte appaltatrici. Il nostro comparto rappresenta due delle aziende chimiche più importanti della Toscana, Venator e Gruppo Solmar, e un eventuale crisi della Venator creerebbe problemi per tutto l'indotto occupazionale".

“Dopo la grande partecipazione di oggi - continua Biliotti - stiamo valutando azioni future da portare avanti, ma adesso chiederemo immediatamente un incontro con la Regione per capire cosa era stato concertato, a suo tempo con l’azienda, visto che le azioni degli ultimi giorni vanno in contrasto con ciò che ci si aspettava”. "Ci chiedono - precisa Cascioli - di ridurre il personale di circa 60 posti, che si possono considerare forse raddoppiati con i lavoratori delle ditte appaltatrici, e questa richiesta è, per noi, assolutamente inaccettabile. Mi rivolgo, quindi, ancora una volta alle istituzioni della zona e alla politica tutta, e sottolineo che ci ha fatto molto piacere la loro presenza oggi, per scongiurare qualcosa che determinerebbe una crisi sociale ed economica per gran parte della Maremma del nord, già devastata da quanto accaduto nel distretto industriale di Piombino. Siamo ancora in tempo per fare qualcosa, ma occorre agire compatti".

Oltretutto, la dichiarazione relativa agli esuberi arriva proprio nel momento in cui è stato reso noto anche l’acquisto della cava della Vallina: una notizia che ha infranto le speranze dei lavoratori, visto che speravano così che la nuova cava potesse sostituire quella di Montioni, ormai arrivata ad esaurimento. “Vogliamo anche ribadire che – continua Biliotti – con la riduzione della produzione e del personale ci saranno degli esiti disastrosi anche per l’indotto, che vede coinvolte centinaia di lavoratori, tra i quali moltissime donne che  lavorano nelle imprese di pulizia o nei servizi di mensa, e questo determinerà un potere d’acquisto per i cittadini di quella zona notevolmente diminuito. Di conseguenza non ci saranno più le risorse non solo per lo svago, per l'acquisto di abiti, per esempio, per la presenza in ristoranti e locali ma anche per far fronte ai rincari che si stanno verificando sui consumi. E’ necessario, quindi, trovare soluzioni immediate per valutare, insieme ai lavoratori, tutte le possibili altre azioni che potranno essere messe in campo”.