Terrorismo: Giani ricorda Moro, ancora necessario fare piena luce

Il presidente del Consiglio nell'anniversario dello statista rapito e ucciso dalle Brigate rosse: “Pensieri e azioni dei tanti che hanno perso la vita così tragicamente sono monito prezioso e lascito per affrontare il futuro”. Due anni fa in palazzo del Pegaso una mostra fotografica e un convegno con la figlia Agnese. Firenze:“Fare piena luce è un dovere. Ricordare pensieri e azioni dei tanti che hanno perso la vita così tragicamente è monito prezioso e lascito per il futuro”.

In occasione della giornata mondiale per le vittime del terrorismo il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, ricorda Aldo Moro, lo statista rapito dalle Brigate rosse e ucciso il 9 maggio 1978, Peppino Impastato ugualmente ucciso il 9 maggio 1978 per le sue denunce contro le attività della mafia siciliana e i tanti “uomini coraggiosi che non si sono piegati, che hanno continuato a difendere la libertà, il diritto alla legalità, le istituzioni”.

“La lista delle persone uccise negli anni di piombo è tragicamente lunga. Il loro ricordo è un forte messaggio di solidarietà verso i parenti delle vittime ma anche una esortazione al diritto della verità. Il nostro impegno comune resta fare piena luce su lacune e punti oscuri per arrivare ad accertare tutte le responsabilità” continua il presidente.

La figura di Aldo Moro, quello che “ha rappresentato e che ancora può rappresentare per noi tutti” è stata celebrata due anni fa con una mostra fotografica e un convegno in palazzo del Pegaso<https://www.consiglio.regione.toscana.it/ufficio-stampa/comunicati/comunicati_view?idc=&id=26322>. In quella occasione la figlia Agnese ricordò l’impegno perché di suo padre non rimanesse solo l’idea di un cadavere, ma che fosse invece conservata una vita.