Ha preso il via l’11 maggio il Giro d’Italia. Si tratta della 102ª edizione, composta da 21 tappe per un totale di 3578 km. Si è partiti da Bologna con una crono individuale per arrivare il 2 giungo a Verona, dove il Giro saluterà con un’altra crono individuale di 17 km.

A differenza degli altri anni, però, quest’anno il Giro non toccherà tutta l’Italia. Uno degli eventi sportivi che da sempre ha unito il paese, questa volta non arriverà a sud di San Giovanni Rotondo, ignorando del tutto il litorale tirreno di Campania, Basilicata e Calabria.

Alla vigilia della corsa rosa i riflettori erano puntati ovviamente soprattutto su Vincenzo Nibali. Lo squalo di Messina era infatti chiamato a riscattarsi dopo gli ultimi grandi giri non di grandissimo livello e questa corsa potrebbe finalmente riportarlo nel Gotha delle due ruote. Alle sue spalle certamente Tom Dumoulin, che però la sfortuna ha voluto cadesse, costringendolo a ritirarsi. Un addio dolorosissimo quello dell’olandese, forse il vero grande favorito, che priva il Giro di un grande atleta. Occhio allora a Primoz Roglic, che nella prima settimana ha fatto vedere cose mirabolanti. Lo sloveno è quello meglio piazzato tra i big e dopo 9 tappe vanta già un discreto vantaggi sui possibili avversari più accreditati. Da non sottovalutare nemmeno Bauke Mollema, visto che l’olandese non era considerato i grandi favoriti, ma una eccezionale prova contro il tempo a San Marino ha fatto schizzare al rialzo le sue quotazioni. Male invece Simon Yates, che avrebbe dovuto dire la sua non solo in salita ma anche nelle crono. Il britannico, invece, ha perso 4 tanto nell’ultima provo contro il tempo e ora accusa ben 4’ di ritardo da Roglic. Cronometro fatale anche per Miguel Angel Lopez, che anche a causa di una foratura, ha perso terreno dagli altri big e ora dovrà fare l’impossibile quando l’altitudine comincerà a salire. Il peggiore di tutti nella prima settimana è stato però Mikel Landa, che ha accumulato minuti su minuti e si può dire già tagliato fuori, a meno di clamorosi colpi di scena. Il sito di scommesse Betway quota la vittoria finale di Roglic a 1.50. Lo sloveno pare aver fatto già il vuoto, visto che Nibali è dato a 4.50, seguito da Yates a 8,50 e Lopez a 12 (quote al 20 maggio 2019).

Nella prima tappa – la breve crono individuale di 8 km da Bologna a San Luca - è stato Roglic a imporsi, precedendo Yates di 19” e, un po’ a sorpresa, Nibali di 23”. Gamba subito pronta, quindi, per lo sloveno che anche in seguito saprà mettersi in mostra.

La seconda tappa è terreno dei velocisti e dopo i 205 km che portano il gruppone compatto da Bologna a Fucecchio è il tedesco Pascal Ackermann della Bora a precedere Elia Viviani della Deceuninck e l’australiano Caleb Ewan della Lotto. In maglia rosa sempre Roglic.

Terza tappa col giallo, visto che i 220 km pedalati da Vinci a Orbetello è Elia Viviani a trionfare. Come spiega L'Adige, i giudici, però ravvisano un’irregolarità nella volata del ciclista italiano, declassandolo e dando così la vittoria a tavolino al secondo arrivato Fernando Gaviria. Il colombiano della UAE, precede il francese Arnaud Demare della Groupama e il tedesco Pascal Ackermann. Nessuna modifica significativa nella classifica generale.

La quarta tappa è tra le più tumultuose, perché nei km finali arriva una maxi caduta, nella quale resta invischiato soprattutto Dumoulin che arriva al traguardo con 4’ di ritardo e sarà poi costretto a ritirarsi. La vittoria va all’ecuadoregno Richard Carapz che in volata regola Caleb Ewans e l’italiano Diego Ulissi. Grazie alla caduta, Roglic guadagna terreno, allungando su Yates e Nibali.

Quinta tappa anche con volatona finale e ancora una volta è il tedesco Ackermann ad avere la meglio su tutti. Il teutonico precede Gaviria e Demara. Restano immutati i distacchi nella classifica generale nelle prime posizioni.

La fuga buona è quella che arriva alla sesta tappa. A siglarla sono gli italiani Fausto Masnada, che trionfa al traguardo di San Giovanni Rotondo, davanti a Valerio Conti. Proprio quest’ultimo riesce anche a strappare la maglia rosa a Roglic.

Arrivo in solitaria nella settima tappa da Vasto a L’Aquila di 185 km. A 1,5 km dal traguardo è Pello Bilbao a piazzare il colpo decisivo, che lo porta a staccare tutti. Valerio Conti resta maglia rosa.

Torna la volatona finale nell’ottava tappa e questa volta è Caleb Ewan a prendersi la rivincita. L’australiano chiude davanti e Viviani e il solito Ackermann. Tutto confermato, invece, in classifica generale.

La nona tappa, invece, dà un bello scossone alla classifica dei big. Nella crono Riccione-San Marino di 35 km Roglic mette in atto un vero e proprio show, che manda lo sloveno in orbita e gli permette di guadagnare secondi preziosissimi sugli altri. La vittoria di tappa dello sloveno gli consente di salire al 2° posto in graduatoria.