Grosseto: Con la delibera approvata il 10 marzo, l’Azienda USL Toscana sud est ha integrato trasversalmente, e per tutte le proprie linee d’attività, le disposizioni dei provvedimenti nazionali e delle ordinanze firmate dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Approvati i piani di dettaglio per tutti gli ospedali della rete, le attività territoriali, la prevenzione, le attività tecnico-amministrative e per le strutture del privato accreditato. Misure adottate e necessarie a prevenire e contenere gli effetti dell’epidemia di coronavirus Covid-19 che si affiancano a quelle già prese, come ad esempio l’autorizzazione a assunzioni straordinarie per medici,infermieri e operatori socio-sanitari annunciate pochi giorni fa.

Cosa cambia? Tante le novità, sia per i cittadini che per i dipendenti dell’AUSL.

Per la parte ospedaliera
Per il contrasto all’epidemia del Coronavirus, nei 13 gli ospedali della Rete dell'Azienda Usl Toscana Sud Est la Delibera ha previsto le seguenti modifiche organizzative:
·        i check point agli ingressi degli ospedali rimangono attivi dalle ore 7 alle ore 20, mentre dalle 20 fino alle ore 7 saranno chiusi gli accessi principali;
·        all'interno dei check point è vietato l'accesso a tutti i visitatori e pazienti ambulatoriali che presentano sintomi simil influenzali (rinite, tosse, rialzo febbrile, difficoltà respiratoria). I pazienti con sintomatologia simil influenzale sono indirizzati presso il pre-triage, anche quando il quadro epidemiologico non sia correlabile con la definizione di caso sospetto;
·        non è più possibile accedere al pronto soccorso in ognuno dei tredici ospedali aziendali. L’unico accesso è quello al pre-triage. Tutti gli accessi secondari ai Pronto Soccorso sono stati chiusi;
·        è sospesa, fino a data da destinarsi, tutta l'attività chirurgica elettiva (interventi programmati) ad esclusione dell'attività oncologica in classe A e l'emergenza/urgenza. Queste misure sono prese al fine di consentire la riduzione delle presenze nelle strutture ospedaliere e la disponibilità dei letti di degenza e di area critica;
·        è sospesa anche l'attività chirurgica elettiva in libera professione;
·        sono inoltre sospese le visite ambulatoriali programmate, anche chirurgiche, sia in regime istituzionale sia libero professionale e le prestazioni diagnostiche;
·        l'attività ambulatoriale programmata individuata come indispensabile dallo specialista di riferimento è mantenuta;
·        per le attività che non sono state sospese, l’accesso è frazionato e attuato con il corretto utilizzo delle sale di attesa che consenta il mantenimento delle corrette distanze di sicurezza;
·        i referti ambulatoriali, radiologici e di laboratorio vengono inviati al domicilio del paziente, al fine di limitare gli accessi agli ospedali;
·        l'attività ambulatoriale pediatrica, data la peculiarità dell'utenza, è mantenuta, comunque secondo valutazione dello specialista, limitando l'accesso.

Per la parte territoriale e delle Zone Distretto:
In ogni distretto territoriale sono state predisposte le azioni per l’installazione, così com’è stato per gli ospedali, di punti di check point che serviranno a limitare l’accesso a soggetti che potrebbero avere sintomi influenzali (rinite, tosse, rialzo febbrile, difficoltà respiratoria) contemporaneamente a modalità di accesso dilazionato per impedire il sovraffollamento.

È stata avviata la riprogrammazione dell’attività ambulatoriale specialistica programmata in rispetto alle norme di sicurezza. Saranno garantite le prestazioni urgenti (U) e brevi (B, da erogare entro 10 giorni), sulla base delle valutazioni del medico prescrittore.

Non è più possibile l’accesso diretto per i prelievi ematici. Garantiti quelli urgenti e non differibili che saranno eseguiti solo nei presidi sul territorio e non più ai punti prelievi degli ospedali. Continueranno ad essere garantiti tutti i prelievi domiciliari.

Le altre attività sanitarie erogate a livello territoriale (riabilitazione, medicina legale,  consultorio, salute mentale, dipendenze, etc…) e l'attività infermieristica ambulatoriale, saranno effettuate solo se inderogabile, nel rispetto delle regole di sicurezza.

Modalità organizzativa diversa anche per le attività di sanità d’iniziativa e per le strutture di cure intermedie residenziali che sono all’interno degli ospedali della rete aziendale (ospedale di Comunità, Hospice, Mo.di.ca, Riabilitazione ex art. 26, ecc.): i pazienti in carico, affetti cioè da patologie croniche e quindi considerati “fragili” e maggiormente esposti alle conseguenze negative dell’infezione del Covid - 19, avranno a disposizione personale infermieristico per attività di counseling e interviste telefoniche per la verifica e il monitoraggio della situazione.

Tutti i servizi d’assistenza domiciliare saranno garantiti con le modalità consuete.
Anche gli screening oncologici e le vaccinazioni saranno garantiti ma riorganizzati con modalità di accesso frazionato.

Le mammografie e tutte le attività di secondo livello (approfondimenti senologici, colonscopie e colposcopie) saranno effettuate, garantendo le prestazioni solo in alcuni dei 13 presidi aziendali e con percorsi separati dalle altre attività.

Per il momento saranno  garantite soltanto le prestazioni di vaccinazione relative a: 1° dosi pediatriche fino al 13° mese in calendario; vaccinazioni Adulti soltanto per le categorie a rischio.

Le vaccinazioni adulti, quelle della medicina del viaggiatore ed il counseling nutrizionale per il momento sono sospese,insieme a  tutte le attività dei servizi di medicina legale, ad eccezione dell'attività necroscopica e di quella delle Commissione patenti ma solo per gli utenti che certificheranno l'uso dell'automezzo a fine lavorativo o per raggiungere il posto di lavoro e comunque sempre in attesa delle determinazioni della Motorizzazione Civile o del Ministero dei Trasporti per eventuale proroga delle scadenze. Per le eventuali specifiche esigenze dell'utenza e per le urgenze, le medicine legali saranno a disposizione telefonicamente dal lunedì al venerdì 9.30-12 e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle 15-17.

Smart working. Anche la Asl cerca di tutelare più dipendenti possibile dal contagio del coronavirus. Alla AUSL sud est il 60% dei dipendenti del comparto lavora da casa.

Si chiama smart working in inglese, si traduce con “lavoro agile” in italiano. È una delle disposizioni suggerite in questo momento per alleggerire il carico della presenza fisica negli uffici, per evitare assemblamenti in luoghi dove potrebbe diffondersi il virus Covid-19.

È di pochi giorni fa la delibera n. 293 firmata dalla Direzione dell’Azienda USL Toscana sud est che autorizza, in via transitoria e per la durata dello stato di emergenza, il ricorso al lavoro agile per i dipendenti come misura di sostegno alle famiglie e ai lavoratori.

Sono state previste tutte le azioni che hanno allargato la platea dei possibili smart worker della Toscana sud est.

L’ultima rilevazione effettuata dalla Direzione ha fatto registrare quasi il 60% dei dipendenti del comparto che ha avuto autorizzata dal proprio dirigente responsabile di struttura la possibilità di lavorare da casa.
Da questa misura è escluso, per ovvie ragioni, il personale dei servizi sanitari di cura e socio assistenziali con contatti con i pazienti e gli assistiti. Non possono accedere allo smart working anche i dipendenti che, nella propria sede, utilizzano strumentazioni non utilizzabili da remoto.