regione toscana consiglio.pngFirenze: La sala del Consiglio affollata come nelle migliori occasioni per la seduta ricca di spunti e aperta al confronto che la commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), ha tenuto nella giornata di oggi, giovedì 13 dicembre, con i direttori generali delle Asl e delle Aziende universitarie ospedaliere della Toscana.

Un appuntamento annuale introdotto con la riforma del sistema sanitario: il direttore generale riferisce annualmente alla commissione consiliare in merito ai contenuti della relazione sanitaria aziendale. Quasi cinque ore di confronto che sono diventate l’occasione per una verifica sull’andamento delle Asl, sull’operato dei direttori e più in generale sugli effetti della riforma sanitaria regionale a tre anni dall’entrata in vigore.

Una seduta che il presidente ha voluto aperta agli organi d’informazione: “Questa giornata ha confermato quanto sia importante valutare l’operato delle singole realtà – commenta Scaramelli –. Averlo fatto in piena trasparenza, a porte aperte e davanti al Consiglio dei cittadini per la salute dà senso al nostro agire. La politica deve riuscire a unire il bisogno di salute con la capacità del sistema sanitario di dare risposte”. È stato sentito infatti anche il Consiglio dei cittadini per la salute, organo di partecipazione previsto dalla legge regionale.

La lunga carrellata ha permesso ai direttori generali di evidenziare i punti di forza, gli investimenti per potenziare i servizi e aumentare l’efficienza, ma anche i punti deboli delle aziende. In apertura, la rete pediatrica, “modello unico in Italia, frutto della collaborazione di governance tra tutte le aziende sanitarie della nostra regione”, è stato l’oggetto su cui si è concentrato Alberto Zanobini, direttore generale del Meyer, che ha marcato la differenza con altre realtà nazionali: “A differenza del Gaslini o del Bambin Gesù, grandi realtà completamente scollegate dal loro contesto sanitario regionale, qui cresce il nostro ospedale e cresce il sistema toscano”.

Sulle liste di attesa, Pisa conferma il modello ‘Open access’, attivo da tre anni, che lavora su quindici linee per dare soddisfazione entro 3 giorni, mentre alle Scotte, a Siena, l’azienda è fortemente impegnata sulla riduzione dei tempi di attesa con risposte che, “per le prestazioni dell’area cardiologica vengono erogate entro 7 giorni dalla prenotazione nel 93 per cento dei casi”, ha spiegato Valtere Giovannini.

La relazione tra aziende ospedaliere universitarie e il territorio, i tassi di ricovero chirurgico e medico; le attività di tutoraggio degli specializzandi, punto di forza dell’Azienda ospedaliera di Pisa, e, ancora, le risposte ai cittadini dell’area vasta di riferimento, i risparmi sulla farmaceutica sono stati aspetti sui quali si sono soffermati anche gli interventi dei consiglieri regionali.

Nell’azienda ospedaliera di Careggi, ha spiegato Rocco Damone, i medici di medicina generale vengono informati con una mail in tempo reale sulla presenza dei propri pazienti in ospedale e al momento delle loro imminenti dimissioni. Nella Asl Nord Ovest si segnala l’incremento di 244 unità del personale che si occupa di cura e assistenza sanitaria, attuato grazie al turn over e alla riduzione dei ruoli amministrativi, seguendo la precisa scelta di puntare sull’assistenza sanitaria. Nell’Asl Sud Est si cerca di far fronte alla dispersione territoriale attraverso la rete fra ospedali e la relazione con la medicina generale. Nella Asl Centro, buoni risultati giungono dalle novità introdotte con la nuova e maggiore sinergia con le scuole di specializzazione.

Dal Consiglio dei cittadini per la salute, presente quasi al completo accanto alla portavoce Dafne Rossi, la richiesta di intensificare l’impegno per l’abbattimento delle liste di attesa, “che in tanti casi danno ancora tempi lunghissimi e risposte inconcepibili”, l’osservazione sull’intramoenia, “che è bene che ci sia ma a condizione che per il cittadino non diventi una scelta obbligata” e una raccomandazione a“tenere nella dovuta considerazione un tema molto importante, quello delle infezioni contratte all’interno degli ospedali”.

Una seduta che si è protratta fino nel pomeriggio, con i dg che hanno risposto a una serie di domande e osservazioni dei consiglieri sulla robotica (Paolo Marcheschi, Fratelli d’Italia), sul tema della tossicologia, (sollevata dal consigliere Andrea Quartini, Movimento 5 stelle), sulla libera professione (Monica Pecori, gruppo misto-Tpt), che a Careggi, ha risposto Rocco Damone, “non supera il 10 per cento dell’attività istituzionale”. Enrico Sostegni (Pd) ha rilevato che “l’assenza di riferimenti a Estar negli interventi dei direttori generali lascia pensare che siano migliorate le attività di relazione, anche sul tema dell’informatizzazione”.

Il consigliere Paolo Bambagioni (Pd) si è soffermato sul tema dei modelli di tecnologia informatica, per i quali Rocco Damone ha parlato della necessità di un “disegno regionale” per realizzare “standard veloci ed omogenei sul territorio”. E ancora sul ricorso al privato (ne ha parlato il vicepresidente della commissione Paolo Sarti, Sì-Toscana a sinistra), Paolo Morello Marchese, direttore generale della Asl Toscana Centro, ha osservato che “rispettiamo il tetto storico e comunque incide per non più del 6 per cento della spesa pubblica”.

La consigliera Serena Spinelli (Art.1-Mdp) si è soffermata, tra l’altro, sulla relazione tra le strutture ospedaliere universitarie e le strutture ospedaliere territoriali e sul necessario sforzo “che la Regione deve fare affinché il corso di formazione orienti i nuovi medici di medicina generale sul ruolo che gli è destinato dalla legge: essere l’elemento cardine sul quale ruota il paziente”.