Massa Marittima: Il Comitato "Lido Santini" per la tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico minerario delle Colline Metallifere scrive ai Ministri Franceschini, Cingolani e al Presidente della Regione Toscana Giani.
«Con questa lettera - scrivono dal Comitato - intendiamo richiamare la Vostra attenzione sulla necessità di riqualificazione del territorio delle Colline Metallifere.

Qualche risalto è stato dato dalla stampa al recente crollo del monumentale castello del Pozzo Carlo, uno dei pochi esempi di pozzo minerario in legno ancora esistenti in Europa, facente parte della miniera di Fenice Capanne nel territorio di Massa Marittima, provincia di Grosseto. Questo episodio ha dato lo spunto alla parte più attiva della cittadinanza per una raccolta di firme che ha avuto numerosissime adesioni e che intende porre con forza la questione della conservazione del patrimonio oggi posto sotto la tutela del Parco Archeominerario delle Colline Metallifere, costituitosi nel 2002 e poi entrato nella rete dei Geoparchi UNESCO (Tuscan Mining Unesco Global Geopark). Il crollo della pregevole struttura è infatti soltanto la spia del più generale stato di degrado e di abbandono in cui versano numerose strutture di valore storico nel campo dell’archeologia industriale di questo territorio, la cui identità e prosperità sono state segnate per millenni dalla ricerca e dallo sfruttamento dei metalli; tale attività si è evoluta attraverso varie fasi e la scoperta di nuove tecnologie fin dall’epoca Etrusca e quindi Medievale, ricevendo nuovo impulso  nell’Ottocento ed esprimendo un’ultima eccezionale fase produttiva intorno agli anni Cinquanta del Novecento fino al progressivo spegnimento negli ultimi decenni del secolo.

Abbiamo seguito l’attività del Geoparco delle Colline Metallifere (una rete di sette comuni, ora arricchita dall’ingresso di altri tre comuni limitrofi facenti parte dell’area geotermica sviluppatasi intorno a Larderello) e riconosciamo la sua vocazione, anche statutaria, a una progettazione del territorio che, con la dismissione della  monocoltura mineraria, deve oggi porsi il problema di alimentare una trasformazione economica basata sulla diversificazione delle risorse – di qui i suoi progetti in campo agricolo e alimentare, turistico e museale. Riteniamo però che alla base di tale progettazione DEBBA ESSERVI LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DI QUEL PATRIMONIO CHE E’ STATO A SUO TEMPO IL MOTIVO E L’OGGETTO DEL PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO, e senza il quale la regione delle Colline Metallifere e il Comune di Massa Marittima e tutti gli altri comuni appartenenti alla rete non sarebbero che un qualsiasi pezzo di territorio, non meritevole perciò di particolari attenzioni, né di quei conferimenti economici di fonte europea che, in particolare nell’attuale fase pandemica, potrebbero risultare determinanti per il rilancio dell’economia locale. Insistiamo perciò vivamente sul fatto che la progettazione territoriale debba fondarsi su questi DUE PILASTRI; che parte di quei già esistenti o potenziali conferimenti debba essere destinata al ripristino e alla manutenzione delle strutture archeo-minerarie, molte delle quali bellissime e interessanti e capaci di dar vita, se debitamente collegate e valorizzate, a una nuova filiera turistica specializzata da integrarsi alla fruizione delle altre risorse turistiche del territorio (come già avvenuto per esempio in Germania nel territorio della Ruhr).

Ribadiamo inoltre con forza l’intenzione interlocutoria e propositiva di questo nostro intervento  – su cui chiediamo la vostra attenzione – dichiarandoci convinti che l’Ente Parco possa assolvere al compito di rivitalizzare la comunità sociale attraverso la creazione di un vero e proprio Laboratorio: un processo partecipativo esteso e trasparente – che comporti la conoscenza del patrimonio territoriale, dello stato dei luoghi e delle emergenze ambientali  – finalizzato a una progettualità condivisa da cui possa partire la spinta a un ripopolamento delle aree interne e alla definizione di un nuovo  spirito di comunità. Il Piano per la ripresa dell’Europa, nella sua eccezionalità, potrebbe offrire spazi di finanziamento perfetti per  avviare processi virtuosi che vadano in quella direzione. Certamente una progettazione e una sperimentazione in questo senso potrebbero considerarsi esperienze veramente all’altezza del prestigioso riconoscimento che l’UNESCO ha espresso nei confronti del nostro Geoparco, oltre a tutelare la memoria delle infinite generazioni, generazioni e generazioni che hanno vissuto, e a volte dato la vita, nelle miniere».