Vivarelli, il sindaco che ha usato più vernice rossa d'Italia.

Grosseto: «Sindaco ma nei 70 chilometri di nuove piste ciclabili, sono compresi i marciapiedi dipinti di rosso?». Se lo chiedono il candidato Valerio Pizzuti e Giuseppe Conti responsabile provinciale Italia Viva infrastrutture.

«Altro che città bike friendly - dicono -, altro che sicurezza negli spostamenti, tutta propaganda elettorale e anche di quella spicciola.
Ampie, ben riconoscibili e debitamente separate dal traffico, è così che il Sindaco uscente Anton Francesco Vivarelli Colonna descrive le piste ciclabili realizzate che avrebbero rivoluzionato la mobilità urbana della città.
Fake news pre-elettorali e niente altro da parte di chi pensa, oltre che ad essere rieletto, che per allinearsi alle città europee in materia di mobilità sostenibile, sia sufficiente eliminare il semaforo da viale Sonnino.

Al netto dei tanti faremo, realizzeremo, progetteremo, quello che resta di questi ultimi 5 anni di gestione Vivarelli, sono qualche marciapiede dipinto di rosso chiamato ciclabile, la sistemazione di alcuni tratti di fatto esistenti e già con grossi problemi di manutenzione, un attraversamento sul fiume Ombrone frutto del lavoro della precedente amministrazione e interventi parziali gettati come dadi sulla città, senza un criterio o una logica.

Per dotare una città di una rete ciclabile efficiente che rappresenti un reale valore aggiunto per tutti i cittadini, bisogna avere una visione di come la città dovrà svilupparsi nel medio e lungo periodo e programmare di conseguenza.
Serve mettere in connessione i quartieri esistenti, realizzando per ognuno di loro, aree verdi per contenere il surriscaldamento e pedonali per aumentare la qualità della vita degli abitanti.
Zone della città da mettere in collegamento secondo una disposizione reticolare di piste ciclabili e pedonali che consentano di raggiungere in sicurezza tutte le aree urbane e non.

Nessun piano della mobilità può essere efficace se a monte non vi è una idea di riequilibrio di tutto il sistema della viabilità urbana, grande lacuna di questa amministrazione, dove pedoni auto e ciclisti convivono in armonia e soprattutto in sicurezza grazie a spazi pubblici idoneamente disegnati.

Visione, programmazione e progettualità, questo serve a Grosseto.

Un vero e proprio piano urbanistico pensato per trasformare la città rendendola sostenibile in tutti i suoi aspetti ma sopratutto priva di spot elettorali utili alle carriere politiche ma non alla comunità».