Manciano:  "Pochi giorni sono trascorsi dalle celebrazioni del 25 aprile e del 1° maggio che, come nel 2020, hanno avuto una rilevanza minore, certamente a causa della pandemia, ma a giudizio del PCI  - si legge nella nota di Gabriele Porri segretario PCI Manciano e della Segreteria Provinciale PCI Grosseto - anche per un atteggiamento diffuso che tende a ridimensionare l’importanza di queste ricorrenze e dei valori che rappresentano, in un’ottica di revisionismo strisciante, in buona parte condiviso anche dal sedicente centro-sinistra.

Le segreterie provinciale e della sezione PCI di Manciano hanno analizzato le varie situazioni ed in particolare quella di Manciano, dove lo scorso anno avvennero fatti incresciosi sui quali il PCI non mancò di prendere posizione, con le segreterie mancianese e provinciale che inviarono una nota al Sindaco e ai gruppi consiliari, di maggioranza e di minoranza, con la quale si chiedeva di portare in discussione in consiglio comunale la mozione ANPI sull’antifascismo.

Era metà maggio, è trascorso un anno ma, nonostante l’invio formale e le successive sollecitazioni, nessuna risposta è stata fornita e nulla di nulla è stato fatto dalle forze politiche presenti in Consiglio.

A Manciano, è bene ricordarlo, la sola presa di posizione concreta su tutto quanto avvenuto in ambito comunale è stata quella del PCI, che è uscita dalle polemiche sterili, dalle accuse reciproche, dalle ambiguità di chi strumentalizza l’antifascismo solo per raccogliere consensi elettorali.

E allora oggi di nuovo sollecitiamo una presa di posizione chiara e definitiva sull’argomento, invitando ancora una volta a portare in Consiglio la mozione ANPI.

Certo non è obbligatorio, ma perché ostinarsi nel rifiuto di dare una risposta che chiarisca ai cittadini come davvero la pensino coloro che li rappresentano, senza dal luogo ai soliti teatrini propagandistici, quelli sì ormai superati e demagogici.

Il PCI annuncia infine che continuerà a partecipare alle manifestazioni pubbliche esibendo i propri vessilli, ovvero quelle stesse bandiere che sono state presenti quando c’era da liberare il Paese dalla tirannia nazifascista e da combattere a fianco dei lavoratori per conquistare quei diritti che oggi vengono calpestati da una politica che se ne frega altamente dei bisogni del popolo, intenta unicamente com’è a cercare e gestire il potere".