Firenze: Il piano vaccinale in Toscana procede a spron battuto. Tutto bene? Sì almeno in questa fase sperimentale, ma come si è organizzata la Regione Toscana per la vaccinazione della popolazione?

“Ieri per la prima volta – afferma la Consigliera del Movimento Cinque Stelle Silvia Noferi - l’assessore alla Sanità, Simone Bezzini, è venuto in aula a rispondere alle molteplici domande sull’argomento ed abbiamo capito che riguardo alle vaccinazioni della prima fase (mondo sanitario + RSA) e della seconda fase (anziani + operatori dei servizi essenziali) più o meno sanno come affrontarla, tant’è che ad oggi la Toscana è la regione che ha utilizzato tutte le dosi inviate dal Governo.

Nemmeno una parola però riguardo alla fase successiva: la vaccinazione di massa della popolazione, che da un calcolo a spanne, esclusi i minorenni e i già vaccinati, dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 milioni e mezzo di persone.

Non proprio uno scherzo o qualcosa che si possa improvvisare.
Abbiamo fatto presente in aula che non è pensabile ricorrere ai medici di famiglia per vaccinare milioni di persone perché:
    gli ambulatori sono spesso piccoli e più di un paio di persone non possono sostare all’interno
    ci sarebbero troppi tempi morti a causa delle fasi di vestizione, registrazione, monitoraggio di eventuali reazioni allergiche ecc. ecc.

Con il risultato che per vaccinare la popolazione o almeno un 70% di essa, ci vorrebbero due anni o forse più, mentre tutta l’assistenza sanitaria territoriale per le altre patologie verrebbe improvvisamente e per mesi, a mancare.

Come intende dunque affrontare la terza fase della campagna vaccinale la Regione Toscana nella prospettiva che entro poco arrivi il quantitativo necessario delle dosi di vaccino?

Quali locali pensa di utilizzare? Quali e quanti saranno gli operatori necessari per le somministrazioni, organizzazione, registrazione? Come organizzerà le liste di priorità e le riserve per chi non si presenta? Dove e quando comincerà il reclutamento del personale?

Ad oggi, a nessuno, è dato sapere, niente di niente, nemmeno ai consiglieri regionali che abbastanza frequentemente, nonostante lo smart working, frequentano il palazzo di via Cavour.

Il fatto più inverosimile – attacca Noferi - è che la cosa non sembra interessare i colleghi consiglieri della maggioranza, i quali hanno votato contrario ad una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che chiedeva di organizzare per tempo la vaccinazione di massa e di informare costantemente il Consiglio.

La nostra mozione era stata depositata il 20 novembre, il PD dopo averla scopiazzata un po’ a dicembre, ieri ha chiesto alla sottoscritta di ritirarla per incomprensibili motivazioni.

Nonostante la bocciatura – conclude - speriamo però che almeno gli serva di incitamento a farne una identica nei prossimi giorni, l’importante per noi è il risultato: i cittadini vogliono sapere quale sarà il loro destino di salute e lavorativo nei prossimi mesi, non chi mette la firma sotto le mozioni”.