Follonica: "Nei nostri territori è ormai consuetudine - si legge in una nota di Baldi e Sugli -, nei momenti di pioggia intensa, assistere a fenomeni di allagamento e fognature che invece di smaltirla, inondano di acqua reflua le strade ed i sottopassi: le polemiche che seguono sono note a tutti.

I cambiamenti climatici, ormai misurabili, riversano in tempi brevissimi enormi quantità di acqua su un reticolo che, a differenza del passato, causa industrializzazione agricola ed aumento delle superfici impermeabili, non riesce più a gestire deflusso delle acque. Il sistema fognario, infatti, non era stato progettato per queste quantità d’acqua, basti pensare che a Livorno (nel tragico caso dell’esondazione con vittime di un po’ di mesi fa), è caduta una quantità di pioggia oltre il triplo del massimo previsto dalla normativa. Si deve aggiungere che in alcune situazioni, vedi Comune di Follonica, ma non solo, ci sono stati dei ritardi nella pulizia delle caditoie e quindi la situazione si è aggravata ulteriormente.

Altro aspetto da segnalare è la vetustà del sistema fognario, spesso misto (acque bianche e nere insieme),  che provoca oltre agli allagamenti la fuoriuscita nelle strade dei liquami, con gravi problemi igienico sanitario: un esempio problematico lo abbiamo a Follonica alla foce del torrente Petraia.

Le amministrazioni, spesso, adottano un sistema che tende a rattoppare, che aggiusta momentaneamente la cosa, ma non risolve il problema alla radice.

Occorre iniziare a pensare a lungo termine: predisponiamo progetti complessivi di smaltimento che adeguino reti fognarie e tecnologie costruttive, una volta fatti i progetti finanziamoli e realizziamoli. L’aspetto delle tecnologie è fondamentale: si pensi che oggi continuiamo ad asfaltare le strade con una tecnologia che risale a più di 50 anni fa (asfalto in conglomerato bituminoso), mentre sono presenti sul mercato materiali drenanti e permeabili, entrati ormai nell’uso comune.

Insomma, aggiorniamo le tecnologie usate e attraverso percorsi formativi adeguati, il personale dell’amministrazione pubblica;

Progettiamo interventi strutturali facenti riferimento alle tecniche tipiche delle “soluzioni basate sulla natura”, favorendo i processi di infiltrazione, evaporazione e depurazione insiti nel ciclo idrologico naturale.

E’ un pensare diverso, un approccio nuovo che va oltre i limiti temporali del mandato degli attuali amministratori, che darà i suoi risultati ben oltre quelle scadenze, ma non c’è tempo da perdere, è ora di pensare al bene comune".