di giacinto trinci.jpgArch. Daria Trinci*

Follonica: "Le città hanno visto in questi anni aumentare lo spazio per l’auto e ridurre quello dei pedoni, delle bici, dei cittadini, costretti in marciapiedi stretti a zigzagare tra le auto.

Le città sono state via via sempre più impermeabilizzate, trasformando la risorsa madre di ogni borgo, l’acqua, in un problema.

Le città sono sempre più calde, ed inquinate, avendo perso parte importante della loro dotazione di alberi ed essendo strutturate sul traffico veicolare (ricerche delle più importanti università mondiali hanno dimostrato una forte relazione tra smog e diffusione del Covid). Una idea di città su cui lavorare parte dal risolvere i tre punti precedenti.

Quella che possiamo prefigurare con i nuovi strumenti urbanistici da redigere, affiancati dai lavori pubblici e privati che saranno previsti, è innanzitutto una città che dilati lo spazio dedicato ai pedoni, ai bambini, agli anziani, favorendo l’accessibilità dei diversamente abili ed il commercio di vicinato, con marciapiedi ampi dove allestire gazebo per favorire le piccole attività, la sosta, la passeggiata, la sicurezza.

Una città che recuperi e gestisca l’acqua, eliminando il problema degli allagamenti, attraverso interventi strutturali, spostando le risorse necessarie ad adeguare le fognature verso la realizzazione di infrastrutture verdi (aree drenanti, giardini di pioggia, cisterne, piste ciclabili, alberature, bacini di infiltrazione, ecc), rigenerando la città anche dal punto di vista estetico, invece che spendere denaro per opere non visibili oltre a ridurre le acque da trattare dal depuratore.

Una città che, grazie ai nuovi mezzi disponibili (bici elettriche per esempio) sia percorribile senza l’uso dell’auto, in sicurezza, nel verde, all’ombra, servita da parcheggi scambiatori ed aree ad esclusivo uso dei residenti.
Un’idea di città quindi basata su nuovi parametri ambientali, che valorizzi e rigeneri il grande patrimonio esistente (ex ilva, la duna costiera, i parchi, il sistema del commercio, la rete dell’accoglienza, ecc), riconnettendo in un disegno unitario virtuoso i singoli pezzi presenti ed integrandoli con le parti mancanti.

La rappresentazione di questa idea sarà condensata nel nuovo Piano Regolatore, che dovrà ritrovare la semplicità con cui sono stati costruiti i nostri centri storici: vedute aree e prospettive, da cui ogni cittadino potrà capire come sarà trasformata la propria strada, lo spazio che frequenta, il suo parco di quartiere.
Disegni chiari e norme disegnate più che scritte, che renderanno molto più veloce l’iter per l’approvazione, semplificando il lavoro dei tecnici comunali, troppo spesso alle prese con leggi fumose.  Un lavoro complesso che mi assorbirà completamente, per il cui svolgimento lascerò a malincuore la mia professione, come preannunciato".
*Arch. Daria Trinci - Assesore designato all'urbanistica