psi sede grosseto.JPGGrosseto: "In questi giorni, - dice il segretario Francesco Giorgi - i socialisti ricordano il cinquantenario della grande riforma dello Statuto dei lavoratori, una riforma epica, che portò l’Italia all’avanguardia in Europa nella tutela dei lavoratori".

"Non a caso, - prosegue Giorgi - la legge nel titolo parlava dei lavoratori, anziché dei lavori, proprio per enfatizzare la centralità dell’essere umano e il ruolo qualificante del lavoro da esso svolto, nel senso di cui alla Costituzione.
Per i socialisti il lavoro nobilita l’essere umano ed è centrale nella visione di una società giusta, improntata al principio di uguaglianza sostanziale.

Furono tali considerazioni sociali e umanitarie (quindi riformiste) a muovere l’intento dell’allora ministro per il lavoro Giacomo Brodolini, che purtroppo, come molti eroi tragici, non riuscì a vedere concluso il percorso da lui intrapreso.
Ed essenziale fu il lavoro di un giuslavorista come Gino Giugni (che lo scrivente ha avuto il privilegio di conoscere) che portò alla delineazione concreta della struttura della riforma, nella quale, una pietra miliare era l’articolo 18. I socialisti considerano lo Statuto una delle più alte realizzazioni dei principi costituzionali e un complemento ideale dello stato sociale e, orgogliosamente, ne rivendicano il merito.

Ancora oggi i principi che ne furono alla base sono attuali perché attengono all’idea di giustizia sociale che è immutabile ed eterna, la quale resta elemento distintivo dei socialisti italiani, rispetto alle altre forze politiche, soprattutto nella miseria della situazione culturale attuale.

Finché ci sarà bisogno di uguaglianza e giustizia si sarà sempre un socialdemocratico che ne porterà avanti la bandiera.
E a tal proposito, nel nostro piccolo, ricordiamo i tanti socialisti maremmani che hanno sempre creduto nei migliori valori, nonostante tutto e tutti e non hanno mai mollato. Senza fare nomi, ma tutti orgogliosamente ricordati, compreso chi ci ha lasciato recentemente", così termina la nota di Francesco Giorgi, federazione provinciale Psi Grosseto.