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Categoria: POLITICA
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fabrizio rossi.JPGFabrizio Rossi: “Se Giacomo Termine non ha superato periodo prova, giusto che torni al mittente”.

Grosseto: Sulla vicenda dell’ex dipendente del comune di Piombino, in relazione a quanto apparso sugli organi di stampa in questi giorni, interviene Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Grosseto. 

Innanzitutto, - commenta Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di FDI – nessuno ha licenziato il dipendente Giacomo Termine. Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari ha solamente applicato la norma prevista dal contratto collettivo di lavoro per i pubblici dipendenti”.

“Infatti, - prosegue Fabrizio Rossi – se un lavoratore è in prova presso un datore di lavoro, e Giacomo Termine risulterebbe in questo stato contrattuale, in quanto era in prova presso il comune di Piombino dal dicembre 2018 proveniente dal comune di Gavorrano. Se poi quest’ultimo, per svariate motivazioni previste dal contratto di lavoro, ma di quelle parlerò più avanti, non supera il periodo previsto dalla Legge, bene ha fatto il sindaco di Piombino a rimandare al mittente il lavoratore”.

“Quello che dà più fastidio, - dice l’esponente provinciale di FDI – non a me personalmente, ma alla maggior parte dei lavoratori in genere, è che il Pd e la Cgil, come al solito strumentalizzino politicamente l’intera vicenda, facendo passare Giacomo Termine per un martire crocefisso da un sindaco di destra”.

termine giacomo.jpg“Quest’ultima cosa, - tuona Fabrizio Rossi -  proprio non è accettabile. Se fosse capitato a un qualsiasi lavoratore, e non al segretario del Pd grossetano, avrei voluto vedere se la levata di scudi di certa parte politica sarebbe stata la stessa”.

Francesco Ferrari, - prosegue Rossi – ha agito con equità, secondo legge e soprattutto nel rispetto del mandato ricevuto da cittadini del comune che amministra come sindaco. Termine, come dipendente comunale, nell’anno appena passato ha lavorato un periodo davvero troppo esiguo per poter essere valutato ai fini del periodo di prova. Lo stesso giustamente, perché lo consente la legge, essendo quasi sempre impegnato istituzionalmente e politicamente in molteplici incarichi, in quanto sindaco del comune di Monterotondo Marittimo, presidente dell’Unione dei comuni delle Colline Metallifere, presidente della Conferenza dei Sindaci Asl Toscana Sudest, e altro ancora, di fatto non era quasi mai presente a lavoro”.

francesco ferrari.jpg“È una questione di equità, - afferma Fabrizio Rossi -  e anche di rispetto nei confronti di tutti i lavoratori che la mattina si alzano per andare a lavorare. Termine sapeva benissimo di essere nel periodo di prova, e quindi poteva andare incontro a una non conferma. Anzi avrebbe usufruito di tutti i permessi possibili, senza alcun limite, senza nemmeno provare a conciliare il proprio impegno lavorativo presso il comune di Piombino, con gli incarichi istituzionali”. 

“Come era un diritto per Giacomo Termine assentarsi, -  conclude Fabrizio Rossi - era altresì un diritto, quello esercitato dal Comune di Piombino, di  non confermare la posizione del lavoratore, e pertanto non licenziare Termine, come da qualcuno male informato, ma rimandare lo stesso a lavorare presso il datore di lavoro dal quale era arrivato, in questo caso il comune di Gavorrano”.

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