Castel del Piano: Quando la memoria si affievolisce, prevale l'apatia e si rafforza l'ignoranza, favorita da chi ha sempre celato, o presentato in modo edulcorato alle nuove generazioni, l'ignobile realtà del ventennio fascista, che ha fatto vivere al nostro Paese il periodo più indegno e spregevole della sua storia.

"La vergognosa e spudorata cena di celebrazione della marcia su Roma - si legge nella nota della Federazione Grosseto del PCI - che ha avuto luogo a Castel Del Piano, non è stato un semplice simposio di nostalgici. È stato un fatto grave. Non si può far finta di niente di fronte all'esaltazione del fascismo e di Mussolini.

Quando gli alleati dei nazisti, gli artefici delle leggi razziali, i nemici della democrazia e della libertà d'espressione, gli aggressori di popolazioni innocenti, escono dall'ombra e si mostrano in pubblico, devono essere ricacciati dove la storia li ha collocati, ovvero tra quanto di più ripugnante, stupido e vigliacco ha prodotto il genere umano.

È quindi fondamentale che tutti coloro che si richiamano alla Costituzione continuino a dire NO al fascismo, sempre e comunque, anche alle forme più subdole e lavate con le quali si ripresenta.

Perciò a chi propone, spacciandolo per volontà di riconciliazione, di dedicare vie, piazze o quant'altro a qualcuno di questi sinistri figuri, noi comunisti rispondiamo che l'unica riconciliazione consiste nel riconoscere i valori della Resistenza e ribadire il rifiuto per tutto quello che è stato il fascismo: dittatura, violenza, razzismo, ingiustizia sociale e guerra d'aggressione.

Ed anche L'ANPI locale sarebbe il caso ponesse fine al progressivo "intiepidimento" che purtroppo, a nostro avviso, ne caratterizza l'azione e si facesse promotrice, oltre che dei consueti convegni ed incontri "istituzionali", tanto freddi ed asettici quanto poco partecipati, di iniziative di presenza e lotta sul territorio, nelle piazze dove c'è da prevenire e rispondere alle provocazioni fasciste.

Perché il fascismo non è un'opinione, è un reato. E non lo dice il PCI, lo dicono la Legge e la Costituzione.

Cosa aspettano allora le forze dell'ordine e la magistratura? Perché non fanno il loro dovere? Diceva Cesare Pavese: “chi lascia fare o guarda da un'altra parte, forse non lo sa, ma è già un fascista”.

Questo concetto ci richiama ad essere antifascisti non solo il 25 aprile, o in prossimità delle tornate elettorali, come il PD, ma ogni giorno ed in ogni luogo ed occasione, perché solo così si può evitare che la storia si ripeta.

E allora - conclude il PCI nella nota -, riprendendo un datato, ma quanto mai attuale slogan, scendiamo in piazza a gridare tutti insieme: FASCISTI, CAROGNE: TORNATE NELLE FOGNE!"