sei toscana.jpgGrosseto: “A nome della Segreteria Provinciale della Uil Trasporti che rappresenta i lavoratori del settore Igiene Ambientale, - afferma Francesco Barbadori -  non posso che essere amareggiato dalle parole dette dall’assessore Petrucci sul suo “rincorrere gli spazzini per le vie di Grosseto“.

“Ricordo, - continua il sindacalista della UIL -  alla signora assessore che se la città non è pulita come lei vorrebbe è merito esclusivo della politica intrapresa dal Comune di Grosseto che volendo abbassare la Tari ha ridotto i passaggi settimanali delle spazzatrici e di conseguenza il numero di operatori impiegati in quel determinato servizio, risulta difficile avere la moglie ubriaca e la botte piena”.

“E’ piuttosto anomalo, - prosegue Barbadori -  che chi decide di tagliare i servizi, abbassando i costi, di concerto con Sei Toscana, che sicuramente si farà sentire a difesa della propria immagine e di quella dei suoi dipendenti, dopo addossi la “sporcizia” delle vie della città a fantomatici disservizi causati dai lavoratori che oltretutto sono anche “costretti” ad effettuare spazzamenti in straordinario per recuperare parte dell’enormità delle vie assegnate non riuscendo a terminare il servizio nelle 6.20 ore giornaliere”.

“Vorrei anche invitare la signora Petrucci, - commenta Barbadori - alla quale piace molto apparire sui media in questa interminabile “caccia alle streghe” che la vede tutti i giorni protagonista, ad indossare la batteria di 11kg ed imbracciare il soffiatore che tutti i giorni i dipendenti di Sei Toscana usano per tenere pulita Grosseto ed effettuare i fatidici 14km giornalieri di spazzamento previsti dai parametri ATO, sono sicuro che al termine di tale prova modificherebbe il suo atteggiamento gravemente denigrante e persecutorio nei confronti di coloro che tutte le mattine si alzano con il solo pensiero di dare decoro e dignità alla nostra città”.

“Spero vivamente che nel prossimo futuro l’assessore all’ambiente trovi di meglio da fare che importunare i dipendenti di Sei durante i loro turni lavorativi ricordandole che forse qualche volta dovremmo essere noi cittadini a “rincorrere” chi amministra le nostre città”, così termina la nota.