Massa Marittima: C’è una celebre espressione dialettale del Sud che dice “passata la festa gabbatu lu santu” che calza a pennello rispetto a quanto sta avvenendo dopo le elezioni amministrative del maggio scorso dove, dopo gli annunci, seguono fatti sempre più inquietanti per i servizi sanitari delle Colline Metallifere.

È questa la considerazione che per il segretario provinciale del PCI Luciano Fedeli e per il coordinatore locale Lorenzo Pozzo, si addice meglio a descrivere la situazione in cui versano i servizi con il caso pediatria di Massa, purtroppo non l’unica situazione emergente.

Non è un problema esclusivo di Massa Marittima – affermano i sue segretari del PCI – ma di un intero territorio dove ruotano cittadini residenti di tutti i comuni.

Rincara la dose il segretario provinciale Fedeli che denuncia il caso di Massa emblematico per l’intera provincia, dove si assiste ad una latitanza colpevole delle amministrazioni e della politica rispetto ai problemi della sanità che, di fatto, assiste inerme ai tagli operati dall’azienda sanitaria. Tagli –prosegue Fedeli - che portano ad un ridimensionamento pericoloso delle attività pubblica a danno dei cittadini. L’unica alternativa, conclude Fedeli, riservata a chi se lo può permettere, è il privato o l’intramoenia per la quale solo in Toscana in un biennio i cittadini hanno pagato ben 54 milioni di euro per avere accesso a prestazioni non erogate da un sistema pubblico ormai al collasso.

È ora di svegliarsi, incalza Pozzo, non soltanto stando a guadare le posizioni dei cittadini o limitandosi ad esprimere preoccupazioni e disappunto come ha fatto la sola amministrazione di Massa Marittima nel totale silenzio delle amministrazioni limitrofe, ma  di prendere una posizione netta e decisa da parte delle istituzioni e delle forze politiche, che si ribelli ad un gioco che pagheranno i cittadini sulla loro pelle e con le loro tasche.

Non intendiamo solo criticare ma proporre iniziative a sostegno di quanto l’amministrazione vorrà fare in merito e che auspichiamo  siano indirizzate a manifestazioni pubbliche e documenti istituzionali e politici in merito alla questione.

Per questo abbiamo proposto con nota scritta ai consiglieri comunali di convocare un consiglio comunale specificamente dedicato alla questione pediatria aperto alla partecipazione dell’assessore Saccardi e dei sindaci della zona, tra i quali ricordiamo è presente Termine come presidente dell’area vasta Sud – Est e sindaco di un comune che avrà ricadute negative per la sua popolazione, nel quale possa essere proposto un ordine del giorno votato all’unanimità che scongiuri l’ennesimo impoverimento dell’offerta sanitaria a danno di un servizio come la pediatria.

Il PCI invita tutte le forze politiche ad esprimersi e proporre iniziative concrete per contrastare l’ennesima operazione di macelleria sociale in atto non in una frazione o in un comune ma che avrà ricadute negative anche per il futuro dell’intero territorio.

Per il PCI, concludono Fedeli e Pozzo, la pediatria va potenziata  per fornire quelle risposte per le quali i cittadini residenti ed i numerosi turisti nel periodi estivo, sono costretti a cercare rivolgendosi al privato o, nei casi più complessi, trovandosi costretti a ricorrere al pronto soccorso e al reparto di pediatria di Grosseto, le uniche strutture presenti in provincia e già in difficoltà per un enorme carico di lavoro al quale i professionisti si trovano costretti a far fronte.