braccagni.jpgGrosseto: “La decisione della provincia di cedere la scuola di Braccagni all’Istituto comprensivo di Castiglione della Pescaia, - dice in una nota Fare Grosseto - danneggera' decisamente i genitori della frazione di Braccagni che dovranno per qualsiasi richiesta di certificazioni fare riferimento alla scuola di Castiglione della Pescaia, mentre per la mensa al Comune di Grosseto, con un dispendio di tempo e di energie.

Anche i docenti della scuola elementare di Braccagni si troveranno improvvisamente collocati nella graduatoria fuori del comune di Grosseto”.

“E pure, - continua la nota - il personale Ata avrà le sue problematiche in quanto, a differenza dei docenti, per rimanere nella scuola di Braccagni dovrà chiedere il trasferimento a Castiglione e vedersela con graduatorie più complesse. Il comune di Grosseto è quello con il maggior numero di studenti di età tra gli 11 e i 14 anni, sarebbe stato giusto che avesse avuto maggiore voce in questa decisione Fare Grosseto, quindi, auspica che in futuro ci siano programmazioni più lungimiranti e che seguano dei criteri certi, sperando anche che possa nascere una riflessione con la Regione legata alla densità di popolazione. La provincia di Grosseto è quella meno densamente abitata e le regole attuali costringono a scelte, per certi versi assurde. È normale, ci domandiamo, che la scuola di Pomonte, che si trova nel comune di Scansano a pochi chilometri da quello di Manciano, sia inserita in un comprensivo di Grosseto? È evidente che c'è qualcosa che non va. E' importante dunque programmare con migliore attenzione il prossimo futuro, analizzando la situazione del territorio e scegliere dei criteri che potranno andare bene non solo oggi, ma anche domani”.

“I nostri politici avrebbero dovuto avere la forza per imporsi e per far comprendere che le caratteristiche demografiche della Maremma sono particolari e molto diverse dagli altri territori nazionali. E' criticabile poi l’attivazione di un nuovo liceo con opzione ‘scienze applicate’, il terzo nella città di Grosseto. Riteniamo opportuno ampliare l’offerta con proposte innovative, ma tutto deve essere  fatto tenendo conto delle   esigenze e del contesto in cui si vuol realizzare. Un coordinamento migliore delle scelte permetterebbe, ad esempio, di attivare in Maremma indirizzi ad oggi non proposti e con ottime possibilità occupazionali. Serve però quel coordinamento che sulle "scienze applicate" è mancato”, così termina la nota di Fare Grosseto.