Roccalbegna: Il Comitato per la Tutela del Territorio di Roccalbegna accoglie con piacere la notizia di sospensione del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale della centrale geotermoelettrica Triana, riportata dall’Onorevole Dario Tamburrano (fonte https://www.dariotamburrano.it/2019/01/centrale-geotermoelettrica-triana-documentazione/) in un momento molto intenso di lavoro per la tutela del nostro territorio. Una fresca boccata d’aria che, senza abbassare la guardia, ci consente una breve analisi degli eventi recenti.

"Insieme agli aggiornamenti ricevuti - si legge nella nota del Comitato - riguardo al decreto Fer1 sulle energie rinnovabili, che risulta essere in dirittura d’arrivo confermando la stretta sugli incentivi alla geotermia elettrica, speculativa ed industriale, siamo lieti di constatare come l’opposizione all’industrializzazione energetica dell’alta Maremma ed Amiata cresca esponenzialmente, come i numeri delle adesioni ai Comitati di cittadini contrari a questo regresso economico; il solo comune di Roccalbegna (circa 1000 residenti) ha visto aumentare gli aderenti al Comitato fino al centinaio di attuali volontari che si incontrano regolarmente per pianificare le azioni a tutela del territorio dell’Alta Maremma e dell’Amiata, supportati da consulenti professionisti quali avvocati, geologi ed architetti paesaggisti.
Insieme si confida di riuscire, non solo ad evitare il rischio di costruzione di queste centrali inquinanti ma anche a favorire idee di sviluppo alternativo da implementare sul territorio.

Recentemente a Roccalbegna c’è stata anche la convergenza dei comitati e movimenti politici amiatini e dell’alta maremma, contrari alla centrale geotermoelettrica “Triana”. In un clima piacevole di collaborazione e condivisione, i quasi 100 partecipanti a portavoce dei rispettivi gruppi hanno condiviso azioni ed intenzioni con lo scopo di coprire la tutela del territorio a 360 gradi. Alla convergenza hanno parlato abitanti, politici e volontari dei comuni situati al confine con Roccalbegna ed oltre: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Piancastagnaio, Santa Fiora, Scansano, Monticello Amiata e Semproniano. E l’opposizione alla centrale di Triana non si ferma alla Toscana, viste le recenti proposte di supporto dalle regioni confinanti.

I numeri raccolti dimostrano quanto sia ormai obsoleto ed inappropriato il concetto di business energetico a discapito di una sana microeconomia a lungo termine e della salubrità delle falde acquifere, aumentando inoltre le emissioni climalteranti in atmosfera con i probabili rischi sulla salute dei cittadini.
Anche la recente, da noi condivisa, presa di posizione del sindaco di Semproniano, Luciano Petrucci, testimonia questo secco NO alla geotermia industriale, ricordando che ci sono altre possibilità di sviluppo economico per questi piccoli centri abitati, ricchi in Natura, agricoltura delle eccellenze, biodiversità ed opportunità per un turismo lento ed ecologico".

 

(foto di Pierpaolo Simonelli)