Grosseto: "A Roma - scrive il Segretario provinciale Prc Grosseto Maurizio Buzzani - si è celebrato l'incontro tra l'amministratore delegato di Poste Italiane Del Fante, il Governo rappresentato dal Presidente del Consiglio dei ministri Conte e dal vice primo ministro Salvini, e 3000 sindaci di comuni italiani sotto i 5000 abitanti; non è mancato un appello scritto del Presidente della Repubblica Mattarella.

A detta di tutti la promessa più eclatante avanzata dal massimo dirigente di Poste è relativa alla cessazione delle chiusure di uffici postali nei comuni così detti marginali. Ma eclatante in che senso? In senso positivo? Ma ci mancherebbe altro! E'come dichiarare che non si infierirà più sulla "città di Troia", una volta che questa è già stata rasa al suolo.

Molto meglio sarebbe stato affermare semmai, dopo tanto scempio, il ripristino e il rispetto dei dettami giuridici sull'argomento postale; e quindi "promettere" la riapertura settimanale almeno delle migliaia di uffici che la dirigenza postale ha modulato e ridotto ad aperture a 1 o 2 o 3 giorni solamente nell'arco della settimana; la nostra provincia in tal senso è un esempio nazionale: anche gli uffici siti in capoluoghi comunali sono ad aperture settimanali limitate.

Le "promesse" comunque non possono permettersi di superare la legge esistente, fino a prova contraria, semmai possono limitarla nel diritto. Sull'argomento numerose sono le pronunce del Giudice amministrativo che hanno sancito l’illegittimità della chiusura e rimodulazione dell’orario di apertura degli uffici postali in determinati contesti, rurali e montani; così come la stessa legge n. 158/2017 disegnata recentemente per comuni sotto i 5000 abitanti, contiene misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni; lo stesso diritto europeo che definisce e stabilisce comunitariamente sia le aperture degli uffici postali sia il recapito della corrispondenza da garantire come minimo 5 giorni consecutivi la settimana.
Tale disciplina europea in materia è dettata dalla direttiva 97/67/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997. La regola è dunque quella di assicurare agli utenti un servizio postale garantito come minimo cinque giorni a settimana, compreso il servizio di recapito della corrispondenza.

Proprio sull'argomento del recapito della posta, e specificatamente sul passaggio da una distribuzione quotidiana ad una a giorni alterni, si è espresso alto nei nostri territori il malcontento dei cittadini, dei Consigli comunali e dei lavoratori per questo ennesimo disservizio inferto con virulenza: una vera e propria interruzione di un pubblico servizio, al quale i cittadini hanno risposto con pressioni, informative, con petizioni popolari rivolte ai sindaci, perché si ristabiliscano gli obblighi di legge in merito.
Il servizio dei giorni alterni viene percepito come un "non servizio" dalla gente, non a caso è da considerarsi illegale e anticostituzionale.

Quindi la domanda è una sola: promesse o legalità?
Badate bene, se i Sindaci sono stati convocati a Roma è perché Roma ora ne ha bisogno: la spettacolarità della cornice della convention romana non può infatti nascondere il fondamentale motivo che ha promosso l'adunata, e cioè la lunga marcia delle amministrazioni locali, dei consigli comunali, dei cittadini di tutta Italia, schierati in difesa del servizio pubblico per favorire la ripresa dei "territori marginali”.
I quali Sindaci - conclude Maurizio Buzzani - non possono e non devono far altro che continuare a pretendere l'applicazione delle leggi in materia, per rappresentare al meglio le istanze che provengono dai loro cittadini, stufi di un servizio postale insopportabile, dai poveri lavoratori che versano in condizioni da crisi di nervi, e per promuovere secondo legge la rinascita dei propri territori".