Regione_Toscana logo.jpgL’assessore regionale Ceccarelli: “Legge pensata per dare maggiore equità ed efficienza al sistema”.

Firenze: “Questa è una legge pensata per dare maggiore equità ed efficienza al sistema dell'edilizia residenziale pubblica, ma anche maggiore autonomia ai Comuni. Possiamo dire, con i fatti, che in Toscana la casa è un diritto. Uno strumento fondamentale per aiutare famiglie in difficoltà, persone che si trovano in condizioni di povertà o sono vicini a questa soglia”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli al termine del lungo dibattito sulla proposta di legge che detta nuove disposizioni in materia di alloggi popolari. Testo che il Consiglio regionale, riunito in seduta antimeridiana mercoledì 5 dicembre, non ha approvato e rimandato ad una successiva aula pur dopo aver discusso, e in certi casi anche approvato, ordini del giorno ed emendamenti a diversi articoli della proposta di legge.

Ceccarelli ha ricordato il percorso seguito, rilevando il primo obiettivo che si intendeva ottenere: semplificare e razionalizzare la gestione per generare risparmi e garantire più risorse a manutenzione e ristrutturazione. “Siamo partiti dall’analisi dell’attuale, utilizzando dati noti perché compongono il rapporto annuale sulla condizione abitativa in Toscana” ha detto Ceccarelli. 

“Abbiamo introdotto maggiore equità nel settore mettendo i singoli Comuni e i soggetti gestori nelle condizioni di poter ottenere il rispetto dei doveri di chi è assegnatario di alloggio e garantire al meglio il rispetto dei diritti di chi è iscritto nelle graduatorie e, quindi, in attesa di assegnazione”. “Il percorso – ha continuato – è stato lungo e sempre all’insegna di un costante confronto con tutti i soggetti coinvolti. Durante il percorso avevamo immaginato una semplificazione del sistema di gestione e una riorganizzazione che potesse liberare risorse” e in questo senso l’assessore ha ricordato che il testo varato dalla Giunta andava in una direzione poi mutata per “recepire le richieste avanzate dagli enti locali”, ossia dai proprietari del patrimonio immobiliare. 

“Abbiamo rinunciato alla prospettiva di riduzione dei soggetti gestori, ma non abbiamo rinunciato a perseguire obiettivi di efficienza del sistema anche attraverso una serie di misure alternative”. La legge non prevede alcun aumento strutturale dei canoni, ha voluto sottolineare Ceccarelli che ha invece parlato di un “aggiustamento nel senso dell’equità”. “Chi dà letture non autentiche della legge, sbaglia” ha osservato ancora l’assessore che ha parlato di “interventi ponderati, pensati in positivo senza distinzione di razze o provenienze, e con l’unico obiettivo di creare le premesse affinché siano i più deboli e i più bisognosi ad avere un alloggio popolare. La Toscana non deve inseguire nessuno perché già la legge 41 aveva fissato il requisito dei 5 anni di residenza ben prima di quanto fatto da altre regioni” ha chiarito.

E poi qualche dato: nei circa 50mila alloggi presenti in Toscana, circa il 10 per cento è occupato da famiglie straniere, ma per quanto riguarda le graduatorie rinnovate, nelle domande ammesse il 58 per cento sono italiani, nel posizionamento del primo 20 per cento raggiungono il 66 per cento e in corrispondenza del’assegnazione arrivano al 77. Parallelamente le richieste di famiglie straniere nel primo 20 per cento delle graduatorie sono pari al 33 per cento e raggiungono il 22 nel momento dell’assegnazione. “La legge non ha l’ambizione di risolvere il problema del disagio abitativo in Toscana” ha detto ancora Ceccarelli che haricordato anche le risorse:

 “Ci siamo impegnati per 100milioni in tre anni a partire dal 2017. Ad oggi ne abbiamo impegnati 46milioni e mezzo, entro la fine del 2018 assegneremo altri 15milioni; 27milioni in quattro anni sono stati assegnati grazie alle risorse messe a disposizione dal precedente Governo, 18milioni li avremo in attuazione di un decreto ministeriale che firmerà l’attuale ministro, ma che erano stati assegnati dal precedente. Siamo a 61milioni e mezzo dei 100 previsti, 27 milioni in tre anni per quanto riguarda le ristrutturazioni con la previsione di metterne altri 18” ha detto l’assessore che ha proseguito: “con il progetto GiovaniSì abbiamo messo quasi 50milioni dando la possibilità a circa 40mila giovani di trovare una autonomia abitativa; sui contributi affitto abbiamo messo anche quest’anno 5milioni di euro, solo parte regionale perché non abbiamo risorse provenienti dal ministero, e circa 2milioni per la morosità incolpevole”.

“Siamo ansiosi – ha stigmatizzato poi – di vedere cosa ci riserva questa legge di stabilità, non quella regionale, ma quella nazionale. Sono curioso di vedere quale sarà l’attenzione e la dotazione finanziaria che l’attuale Governo riserverà all’edilizia residenziale pubblica perché a parlare si fa alla svelta, ma agire è molto più complicato”. “Credo – ha concluso – che con questa proposta di legge e con gli impegni economici previsti, possiamo dire con i fatti che in Toscana la casa è una priorità, ben lungi dall’aver risolto i problemi, ma sicuramente c’è un impegno importante e pesante in una fase non semplice per quanto riguarda i bilanci. Se qualche emendamento la migliorerà ulteriormente sarò contento, ma credo sia già una buona legge e spero in una sua celere approvazione”.