Stampa

Grosseto: Fare Grosseto chiede all'amministrazione un maggiore sostegno alla famiglia per permettere di armonizzare i tempi familiari  con i tempi lavorativi.

"La famiglia - si legge nella nota - costituisce il fondamento della nostra società ed è l’ambiente educativo, formativo e relazionale più importante per la crescita dei nostri figli. Che la famiglia svolga da sempre anche un basilare ruolo di natura economica è cosa nota. Ciò che forse è meno noto è la dimensione del contributo specifico che la famiglia dà come istituzione sociale.

È il primo generatore di capitale sociale, il primo determinante capitale umano, generatore di capitale relazionale. In aggiunta ci sono funzioni specifiche che la caratterizzano, ossia funge ulteriormente da ammortizzatore sociale.

Abbiamo molti dati statistici che mostrano come, dove la famiglia regge e funziona, la distribuzione del reddito è migliore e i livelli di povertà sono minori.

Ciò significa che la famiglia realizza una redistribuzione che consente alle tre generazioni (nonni, genitori, figli) di gestire anche il poco che c’è.

Quando la famiglia cessa di svolgere la propria funzione, ad esempio nelle forme della separazione e divorzio, ciò ha ricadute economiche pesantissime. La rottura del vincolo famigliare è causa di entrata nella povertà di soggetti che prima non erano compresi.

In Italia, a fronte di una famiglia che genera capitale sociale, umano e relazionale – quindi è indubbiamente fattore di sviluppo – non c’è alcun riconoscimento sul piano fiscale, né vengono attuate delle politiche a favore dei nuclei familiari e delle famiglie separate.

Paesi come la Francia hanno introdotto il quozionte famigliare, istituto che consente alle famiglie numerose di pagare meno tasse in proporzione a quelle meno numerose – in Italia avviene il contrario: chi ha più figli, a parità di reddito, paga di più di chi ne ha meno.

Ma soprattutto non si fa nulla per consentire l' armonizzazione, dei tempi familiari e dei tempi lavorativi. Qesta è la forma più subdola di discriminazione contro le donne.

Molti dicono di battersi per le cosiddette "pari opportunità", ma sono spesso discorsi falsi. La maggioranza delle donne desidera avere figli, ma al tempo stesso non accetta di rinunciare a realizzarsi sui luoghi di lavoro, quasi sempre perché non può permetterselo.

Obbligando le donne a scegliere tra lavoro e famiglia non solo si commette una grave ingiustizia, ma si vanno a demolire le basi stesse della nostra società".

Categoria: POLITICA
Visite: 285

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza . I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono gia' state impostate. Per saperne di pi sui cookie che utilizziamo, vedere le Informazioni sui Cookie.

  Accetto i cookie da questo sito.
EU Cookie Directive Module Information