PCI: "Ancora tagli. Riduzione nelle chirurgie di Orbetello e Massa Marittima come dai piani".

Grosseto: La sanità è uno dei temi che il PCI ritiene prioritari tra le politiche trattate. "La prima considerazione - si legge nella nota della Segreteria Provinciale Federazione PCI Grosseto - è che ad un anno da altre importanti tornate elettorali il teatrino della politica, fino a qualche mese fa minimizzava o ignorava le questioni sollevate dal nostro partito, che punto dopo punto risultano in corso di realizzazione.

Così oggi torna ad interessarsene per una ragione scontata: preparare, per l’ennesima volta, un clima di attenzione per catturare consensi, con promesse che poi il giorno dopo non vengono rispettate, come avvenuto nel corso della legislatura ancora in vigore.

Vogliamo per questo richiamare l’attenzione solo su alcune questioni dove si sono presi impegni e nella realtà si sono prese strade contrarie.

I PATTI TERRITORIALI, che dovevano essere attuati nel corso della legislatura, sono stati disattesi e si sta assistendo ad un impoverimento dei servizi pubblici a vantaggio del sistema privato il cui accesso è sempre più riservato a chi può permetterselo. Su questi argomenti vogliamo fare alcuni esempi concreti.

Le CASE DELLA SALUTE, non si sa cosa a che cosa servano o debbano fare ma di fatto non sono mai state realizzate.

Gli OSPEDALI,  l’unico a non avere subito tagli è il Misericordia di Grosseto ma negli ospedali periferici si sono persi posti letto e funzioni. Una quarantina di posti letto tagliati negli ospedali periferici, tutto nel silenzio delle istituzioni e molte funzioni sono state trasferite al presidio di Grosseto nonostante che nei patti territoriali fosse previsto tutt’altro.

Così dicasi per la PNEUMOLOGIA di Massa Marittima trasferita a Grosseto con una decisione autoritaria  della Direzione Aziendale e subita dai Sindaci senza la benché minima opposizione.

Stessa cosa per la CHIRURGIA dei piccoli presidi che, attraverso il piano di area vasta approvato da l’ASLONA e dai Sindaci, viene concentrata su Grosseto nelle urgenze e nelle funzioni principali. Gli investimenti milionari in sale operatorie della Regione rischiano di non dare i frutti sperati anzi rivelarsi antieconomici.

Le privatizzazioni: prima del CUP, poi estese a prestazioni diagnostiche anche su Grosseto e l’utilizzo dell’intramoenia come sistema per ridurre le liste di attesa funziona solo per chi ha i soldi per permettersene il lusso. Chi non li ha viene sbattuto a destra e manca della Provincia con tempi geologici.

IL TERRITORIO. I servizi sociali sono ormai ridotti a meri call center, dove la risposta è affidata agli interinali di turno. Oggi si chiama per fissare appuntamento, poi si svolge un colloquio, poi si portano i documenti per avviare la procedura e nel frattempo il cittadino letteralmente scoppia con i suoi problemi.

Parliamo di PSICHIATRIA un settore dove nelle periferie si sono soppressi posti letto per acuzie e ridotto professionisti e servizi distrettuali abbandonando da soli utenti e familiari. Da condannare la proposta di Salvini per la riapertura dei manicomi ma chi governa in Regione e sui territori li sta creando sui territori. Il PCI ritiene su questo delicato e importante problema che si debbano potenziare i servizi per dare una risposta di civiltà e di inclusione per chi è affetto da questi disturbi.

La PEDIATRIA. Anche qui sia per i residenti che per i turisti, l’unico accesso al pronto soccorso pediatrico è quello di Grosseto nel quale, nonostante l’encomiabile lavoro degli operatori, si sa quando si entra ma non quando si esce. Pensare ad una pediatria su Orbetello e Follonica è tabù, come sono tabù i pediatri a convenzione che sarebbero da aumentare vista l’orografia del territorio per dare supporto al servizio.

I CONSULTORI. Quando si sono soppressi i punti nascita l’azienda avrebbe dovuto potenziare il territorio. Lo ha fatto come spot per qualche anno per poi oggi abbandonare un servizio fondamentale per le comunità.

Nessuna critica al personale che non può fare più di quello che fa perché la responsabilità per il PCI è tutta nella politica aziendale e di quei Sindaci che sono appiattiti sulle posizione della Regione.

Intanto i benefici della ASLONA e delle MEGA SOCIETà DELLA SALUTE non si vedono perché non sono diminuiti i generali, improduttivi per i servizi, ma funzionali al sistema. Diminuiscono invece medici, infermieri e operatori in una logica che premia, con i risparmi, i direttori ma penalizza servizi, cittadini e lavoratori".