elezioni, urne, voto - Copia.jpgdi Franco Ferretti

Grosseto: Per l’Italia oggi quattro marzo è un giorno importante. Difatti gli oltre cinquanta milioni di elettori italiani sono chiamati alle urne per esprimere con il proprio voto il consenso alle varie forze politiche. I seggi per le operazioni di voto resteranno aperti dalle 07.00 alle 23.00. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede elettorali partendo da quelle per il Senato. Ma vediamo come funziona l’attuale sistema elettorale denominato “Rosatellum”, varato con la legge numero 165 del tre novembre 2017.

Il “Rosatellum” è un sistema molto articolato e complesso in quanto assegna i seggi elettorali con un meccanismo “misto”, cioè in parte maggioritario e in parte proporzionale. Il 37% dei seggi attribuibili in entrambi i rami del Parlamento, 232 per la Camera e 116 per il Senato, viene assegnato con un sistema maggioritario a turno unico, suddiviso in altrettanti collegi elettorali denominati “uninominali”. Con questo sistema, noto anche come “uninominale secco”, in ciascun collegio elettorale è eletto il candidato del partito o in caso di coalizione di più partiti, quello che raccoglie più voti.

L’altro 61% dei seggi da attribuire, rispettivamente 386 per la Camera e 193 per il Senato, viene invece ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le soglie di sbarramento nazionali previste dalla legge elettorale. Questa ripartizione proporzionale dei seggi è effettuata per la Camera a livello nazionale, mentre per il Senato la ripartizione avviene a livello regionale. Difatti a tale scopo sono stati istituiti dalla legge elettorale i collegi plurinominali nei quali i vari partiti politici si presentano sotto forma di “listini bloccati”, cioè con i candidati già indicati dalle varie forze politiche. Poi il rimanente il 2% dei seggi, 12 deputati e 6 senatori è invece destinato al voto degli italiani residenti all'estero e viene assegnato con un sistema proporzionale.
Guardiamo, e qui diviene il difficile, di capire invece come funzionano le varie “soglie di sbarramento” previste dal “Rosatellum”, ossia le percentuali di voti al di sotto delle quali non si viene ammessi alla ripartizione dei seggi nei collegi plurinominali.

La prima soglia di sbarramento prevista riguarda le singole liste che si presentano nel “proporzionale”, in quanto ognuna delle quali deve superare il 3% dei voti ottenuti a livello nazionale. La seconda soglia riguarda invece le coalizioni. Ogni coalizione è composta da più liste e per partecipare all’eventuale ripartizione dei seggi deve superare il 10% dei voti ottenuti a livello nazionale. Inoltre, altro meccanismo previsto dalla legge elettorale, prevede che all’interno della coalizione almeno una lista appartenente alla coalizione stessa deve superare il 3%.

Altresì, all’interno di una coalizione che fosse riuscita a superare lo sbarramento del 10%, per partecipare alla successiva attribuzione dei seggi, avviene questo ulteriore meccanismo. Se la lista che appartiene alla coalizione non raggiunge l’1% non ottiene nessun seggio per se, e non porta nessun seggio agli altri partiti della coalizione. Se invece la lista in oggetto ottiene una percentuale tra l’1% e il 3% dei voti, la lista non ottiene seggi per se, ma contribuisce ad aumentare i seggi dei partiti o partito della coalizione d’appartenenza. Sopra la soglia del 3%, la lista della coalizione ottiene per se i seggi spettanti proporzionalmente. Alla determinazione della cifra elettorale di coalizione, e dunque all'eventuale raggiungimento del 10%, non concorrono i voti espressi a favore delle liste collegate che non abbiano conseguito almeno l'1% dei voti a livello nazionale, oppure, solo per quanto riguarda il Senato, il 20% a livello regionale. Le liste collegate in una coalizione che non raggiunga la soglia del 10% sono comunque ammesse al riparto proporzionale dei seggi qualora abbiano superato, a seconda dei casi, almeno una delle altre soglie previste dalla legge elettorale. Con queste righe, nei limiti del possibile, abbiamo cercato di spiegare a grandi linee come funziona l’attribuzione dei seggi elettorali alla Camera e al Senato con l’attuale “Rosatellum”.