Proposte concrete per il lavoro dei nostri ragazzi.

Grosseto: "Assistiamo da anni alle difficoltà che i giovani affrontano quando si affacciano nel mondo del lavoro - scrive Olga Ciaramella candidata capolista al Senato Noi con l'Italia-Udc collegio plurinominale Toscana 2 -. Mia figlia Tiffany, trentenne, vive e lavora a Londra: lì ha trovato la sua strada, in Italia non avrebbe avuto le stesse opportunità.

Sono felice che sia una persona capace di relazionarsi con culture diverse, ma da madre avrei preferito che trovasse nella sua Maremma le opportunità professionali. La disoccupazione giovanile, secondo gli ultimi dati Istat, nel 2017 è risalita al 40,1%: un numero enorme di ragazzi, molti dei quali laureati, non trova un lavoro stabile. La Maremma è un caso emblematico della situazione italiana: la nostra provincia è nelle ultime posizioni per quanto riguarda la formazione universitaria. Dopo la scuola dell’obbligo molti giovani smettono di studiare e cercano un’occupazione. Non produciamo competenze e così le aziende ricercano professionisti da altri territori. Proprio per questo ho lavorato per la crescita dell’Università di Grosseto, oggi diventata fondazione, così come alla creazione di corsi di alta formazione per preparare i nostri ragazzi al mondo del lavoro.

Il programma della lista Noi con l’Italia-Udc dà risposte a questo problema. Penso ad esempio alla realizzazione di un fondo sul modello francese per il sostegno delle startup tecnologiche e per il finanziamento del loro lancio sul mercato, con la defiscalizzazione per 10 anni sia per le start up che per gli investitori. E ancora, vogliamo sostenere le aziende che creano nuovo lavoro, in particolare per i giovani e i capifamiglia: intendiamo introdurre una politica per i mini-job – ex voucher – per consentire forme di lavoro accessorio, e renderemo operativa la borsa lavoro nazionale, affinché tutti coloro che cercano occupazione siano informati delle opportunità che offre il nostro Paese. Semplificheremo e promuoveremo l’apprendistato duale per favorire un miglior dialogo tra scuola e lavoro e trasferiremo sui giovani che hanno lavori flessibili delle risorse della contribuzione figurativa, oggi riservata solo ad alcune categorie privilegiate. Vogliamo ridare l’opportunità ai nostri ragazzi di scegliere dove lavorare. Non vogliamo che lascino l’Italia, vogliamo che le loro decisioni non siano obbligate ma frutto di una scelta personale di vita".