Gioventù Nazionale vuol commemorare i caduti degli anni di piombo nell'anniversario della morte di Sergio Ramelli, messo alla gogna per un tema-denuncia contro le Br.

Grosseto: "Oggi scriviamo questo comunicato non per denunciare, non per propagandare ma per ricordare.

Ricordare delle storie che forse molti neanche conoscono, o che più semplicemente hanno chiuso dentro ad un cassetto dei tempi passati. Oggi vogliamo ricordare a quei pochi che hanno conosciuto e ai molti che non conoscono neanche la storia ed il sacrificio di molti ragazzi che per un ideale, per una tessera politica morirono sotto la violenza degli anni di piombo: gli anni in cui “uccidere un fascista non è reato” , dove il fascista non era un vecchio gerarca del ventennio, ma dei giovani con la tessera del MSI, del Fuan o del FdG. Oggi ricordiamo Sergio Ramelli, ed insieme a lui tutti i caduti per la libertà di un partito. Francesco Mancinelli nella canzone Generazione 78 scrisse dei versi che restano ancora oggi scolpiti nei cuori di una comunità “Da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno!”, e anche oggi dopo anni, chi combatte la battaglia portata avanti da questi giovani non può che sentirsi figlio di nessuno. Assaltati dagli antagonisti all'università, come successo a Firenze, o minacciati dai professori alle superiori non siamo ancora liberi di proporre con democrazia il nostro punto di vista.

Sergio, ucciso a colpi di chiave inglese per aver condannato le Brigate Rosse in un tema a scuola, è e resterà per sempre la stella polare per tutti coloro che ogni giorno si trovano a combattere contro un potere strisciante che non ti permette di contestare o più semplicemente di esporre il tuo pensiero. Insieme a lui ricordiamo un oceano di guerrieri uccisi vigliaccamente : Ugo Venturini, Carlo Falvella, i fratelli Mattei bruciati vivi dentro casa, Giuseppe Santostefano, Manuele Zilli, Giuseppe Mazzola, Graziano Giralucci, Mikis Mantakas, Mario Zicchieri, Enrico Podenovi, Angelo Pistolesi, Roberto Crescenzio, Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni, Riccardo Minetti, Alberto Giaquinto, Stefano Cecchetti, Francesco Cecchin, Angelo Mancia, Martino Traversa, Nanni De Angelis e Paolo Di Nella. Morti per un ideale, morti per non essersi piegati ai violenti. Noi, ieri come oggi, siamo qua a dire che il ricordo di Sergio e di tutti i nostri caduti è PRESENTE, e lo sarà per sempre. “ Muore giovane chi è caro agli dei” asseriva Menandro".

 

E noi siamo ancora qui,
per ricordare,
e noi siamo ancora qui,
per chi vuol dimenticare.


Danilo Baietti- Seg. Provinciale Gioventù Nazionale
Michele Barone- Seg. Gioventù Nazionale Grosseto
Giacomo Mugnaini- Seg. Gioventù Nazionale Follonica
Matteo Tiribocchi- Seg. Gioventù Nazionale Magliano in Toscana
Gabriele Luzi- Seg. Gioventù Nazionale Orbetello