baccetti.jpgRubrica settimanale di approfondimento culturale, storico, educazione civica, scuola e attualità.

di Simonetta Baccetti

Non sono io naturalmente a fare queste affermazioni, ma riporto quanto scritto su alcune testate giornalistiche nazionali, le quali nei giorni scorsi hanno messo in rilievo come: “Instagram sia dannoso per la salute mentale delle ragazze”. Il Primato Nazionale apre proprio un suo articolo con questo titolo: “Instagram è dannoso per la salute mentale delle ragazze. Zuckerberg lo sa e non fa nulla”. Anche il Sole24ore apre un suo articolo con il titolo: “Instagram è pericoloso per la salute mentale delle ragazze. E Facebook lo sa”. Lo sappiamo tutti che Instagram è un social fotografico tutto incentrato sull’apparire, dove i canoni della bellezza fanno da “padroni”, dove la distorsione delle immagini è all’ordine del giorno.

giornali.jpgE’ quindi, per puro spirito di riflessione, che riporto parte del contenuto degli articoli delle due testate sopra citate:

“Secondo lo studio commissionato proprio dalla società di Menlo Park una ragazza su tre iscritta a Instagram sviluppa disturbi di percezione del proprio corpo, disturbi alimentari, angoscia e un aumento delle tendenze depressive”.

“La bomba l'ha sganciata il Wall Street Journal, entrato in possesso dei risultati di alcuni studi condotti in gran segreto dall’azienda di Menlo Park. Studi che rivelano un epilogo clamoroso: Facebook è a conoscenza del fatto che Instagram sia pericoloso per la salute mentale delle ragazze adolescenti. Il social delle foto coi filtri, acquistato da Facebook per un miliardo di dollari nel 2010, pare abbia effetti devastanti sulla psiche di molte teen-ager. Secondo le ricerche, commissionate dalla stessa società di Mark Zuckerberg, una ragazza su tre in possesso di un account Instagram sviluppa disturbi di percezione del proprio corpo”.

telefono cellulare app social.jpgA tutto questo si unisce, che Facebook sta vagliando il progetto di creare un Instagram per minori di 13 anni. Quindi capite bene, che se tutto questo non viene educato e normato, ci sarà sicuramente da preoccuparsi. Tra i tanti esempi ricordo la storia di Anastasia Vlasova, un’adolescente che come tante, ha sviluppato un disturbo alimentare dopo aver iniziato a utilizzare la piattaforma, passava anche tre ore al giorno incantata dalle vite e dalla perfezione altrui. La prima agenzia formativa, la famiglia deve capire che in primis deve educare, all’uso corretto dei social i propri figli, il mondo dei social si trova davanti a incognite che devono essere affrontate urgentemente. I nostri ragazzi sono sottoposti a fake news che spopolano, canoni di bellezza non reali, non veritieri, quindi come ho già anticipato, si può intervenire e cercare di arginare il pericolo, attraverso l’azione educativa della famiglia, dal punto di vista tecnologico e legislativo. Non possiamo lasciare la vita dei nostri giovani in mano ai social, insegniamo loro la realtà e non la finzione, e che anche un difetto può essere un valore, che la perfezione non esiste, che il mondo è bello perché vario.

Chiudo con una citazione: “La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”, MARCO AURELIO.