baccetti.jpgRubrica settimanale di approfondimento culturale, storico, educazione civica, scuola e attualità.

di Simonetta Baccetti

Consapevole dell’importanza di tale argomento, che non può essere riassunto in un articolo , il mio intento è quello di stimolare riflessioni, in quanto,  una buona azione pedagogica, in qualunque settore essa venga messa in atto, ha sempre portato a  buoni  risultati.

Oggi dobbiamo affrontare l’argomento iniziando a parlare di “cultura Digitale”,  i nuovi media consentono relazioni, interazioni, emozioni, scambio continuo di informazioni, una rivoluzione continua nei vari assetti comunicativi. Siamo consapevoli che in questo nuovo “pianeta” ci possiamo imbattere in comportamenti e contenuti estremamente pericolosi. Per educare i nostri giovani all’interno della  “nuova cultura digitale” la scuola non basta occorre una forte sinergia con le famiglie. Famiglia e scuola hanno il  compito di far comprendere i pericoli ai ragazzi, considerato che oramai le nuove tecnologie rappresentano per loro un aspetto esistenziale. L’obiettivo è semplice, quanto arduo, educare a un uso consapevole dei nuovi media.  I giovani con l’utilizzo di internet, nella  loro quotidianità,  devono saper riconoscere i pericoli , così come  le opportunità, partendo dalla consapevolezza che ci sono diritti e doveri legati all’utilizzo.

La prima agenzia educativa, è la famiglia,  che deve  educare  i propri figli a una sana comunicazione sociale finalizzata alla tutela della propria dignità e di quella degli altri. “Alcuni dati statisti ci dicono che il 68% dei giovani intervistati, almeno una volta, si è imbattuto in un profilo falso; Il 25% non si è mai preoccupato della privacy dei propri dati online e  sette adolescenti su 10 sono iscritti ad un social network prima dei 14 anni”, solo per citarne alcuni.

Molti sono i  progetti  che si propongono di affiancare sia le scuole che le famiglie, progetti che hanno l’obiettivo di promuove strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro, promuovendone un uso positivo e consapevole. Parlando di educazione in internet, non possiamo che “ tirare le orecchie” agli adulti, i quali, spesso, invece di essere da esempio, con atteggiamenti corretti sull’utilizzo di internet e degli strumenti ad esso connessi, si mostrano ai giovani con comportamenti a dir poco sbagliati. L’utilizzo improprio delle nuove tecnologie anche nell’ambiente di lavoro, ha portato a quello che oggi viene definito “tecnostress”, termine coniato per la prima volta nel 1984 dallo psicologo  Graig Broad. 

montessori rubrica baccetti.jpg Gli effetti sviluppati dai lavoratori sottoposti a situazione di tecnostress possono essere: ansia, rabbia, depressione, che sfociano in comportamenti come attacchi di rabbia, alterazioni comportamentali, e in molti casi insofferenza verso gli altri. Internet e le nuove tecnologie oramai fanno parte della nostra vita, noi siamo quotidianamente connessi, per questo non possiamo che vedere in una mirata azione pedagogica dell’uso corretto, l’unica fonte di salvezza.

"Il principio dell’esplorazione dovrebbe far parte dell’educazione stessa e cominciare al più presto nel corso della vita." (M. Montessori)