baccetti simonetta.jpegRubrica settimanale di approfondimento culturale, storico, educazione civica, scuola e attualità.

di Simonetta Baccetti

Curiosità storiche di una Maremma che fu…

Federico II di Svevia, rappresentato col falcone con cui era solito andare a caccia, nacque il 26 dicembre 1.194 da Enrico VI, re di Germania, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero.

ludovico  II il barbaro gr.jpgNon tutti sanno che  l’Imperatore Federico II, ha vissuto a Grosseto tra il 1.244  e il 1.245, nella nostra terra di Maremma, ospite del Gran Tosco Guglielmo. La Maremma terra selvaggia, con boschi, coste, venti, paludi, territorio perfetto per la sua grande passione, la Falconeria. Gli esperti ci narrano di un uomo con la passione per la caccia, attento osservatore  degli animali sia  acquatici che  terrestri, ma con una attenzione particolare per i rapaci, che dopo averli allevati e ammaestrati, questi venivano utilizzati per la caccia, ne è testimonianza il  trattato “De arte venandi cum avibus” ("L'arte di cacciare con gli uccelli") , un  manoscritto dello stesso Federico prima del 1249, oggi conservato alla Biblioteca Vaticana.

“De arte venandi cum avibus…" Il trattato... rimasto verosimilmente incompiuto a causa della morte dell'imperatore ‒, è unanimemente riconosciuto quale una delle opere scientifiche più significative del periodo che abitualmente viene definito Medioevo. Tratta dell'unica opera redatta personalmente dal sovrano, essa si configura quale fonte di straordinaria rilevanza da più punti di vista: testimone, oltreché della passione totalizzante che egli nutrì per l'ars della caccia con i rapaci, elevata a filosofia di vita, della sua profonda cultura naturalistica, dell'ansia di conoscere ea que sunt sicut sunt, dell'inesauribile desiderio di misurarsi con una disciplina teorica e pratica di estrema complessità, quasi uno specchio dell'attività politica al vertice dell'Impero,…………….. Manifestazioni di coraggio personale, di abilità, di sprezzo del pericolo, le cacce dei sovrani che affrontavano personalmente e all'arma bianca il bersaglio grosso (cinghiali, orsi, uri, ecc.) erano lo specchio delle loro virtù militari …... Le cacce dei re si trasformarono in seguito in momenti di esibizione della magnificenza degli apparati delle corti divenendo prevalentemente lussuose escursioni nelle grandi riserve popolate di selvaggina, esibizioni compiaciute, soprattutto in presenza di ospiti di alto rango”. (ripreso dal sito web Treccani Cultura)

targa provincia gr.jpgDi quanto detto ne è testimonianza la  targa sul palazzo comitale degli Aldobrandeschi dove si  ricorda che Federico II, con tanto di corte a seguito , ha soggiornato come ospite dal Gran Tosco Guglielmo.

La passione per la caccia con i rapaci lo portò anche a selezionare cavalli adatti a questo tipo di caccia, cavalli addestrati a non avere timore dei falchi.

La Maremma ha avuto un suo ruolo nella stesura del trattato, la nostra  terra che ha dato a Federico II un terreno fertile per  provare, valutare, osservare  la caccia con i rapaci.

Ea quae sunt sicut sunt – Le cose sono, così come sono.