baccetti simonetta.jpgRubrica settimanale di approfondimento culturale, storico, educazione civica, scuola e attualità.

di Simonetta Baccetti

Siamo nell’era dei tuttologi, per affrontare questo argomento voglio iniziare con una frase famosa  “Ci sono uomini che sanno tutto, peccato che questo è tutto quello che sanno” (Niccolò Machiavelli, ).

Ma chi è il tuttologo ?  Il dizionario ci dice : tuttologo. tut | tò | lo | go………. persona che presume di sapere tutto e di poter discorrere o scrivere con cognizione di causa su qualsiasi argomento..…”

Italiani, “popolo di poeti, artisti, santi, eroi” e di tuttologi, poi con l’era dei social, della comunicazione accessibile e facile per tutti, il tuttologo ha trovato terreno fertile. Non è difficile riconoscere  il tuttologo, è colui che  pretende di sapere tutto, vuole sempre esprime la sua opinione, in modo particolare quando non viene interpellato, cercando di prevaricare o esasperare chi  ascolta, insomma è quel nuovo “personaggio” presuntuoso e convinto di possedere il “sapere” in ogni campo: arte,  ingegneria, architettura, scienza, medicina, letteratura e molto altro. Al contrario noi siamo tutti consapevoli  che la conoscenza deriva dallo  studio, dall’applicazione, e da un costante aggiornamento.

libri.pngIl sapere “quello vero”, non dettato dalla lettura di uno slogan sui social,  ti porta alla consapevolezza dei propri limiti . Il  tuttologo è esperto nell’ esprimere giudizi “gratuiti” su tutto ciò che lo circonda.  La tuttologia, sembra essere diventa un nuovo “status”, dell’essere umano,  mai come ora,  tutti virologi, allenatori, filosofi, cuochi, economisti, peccato che il loro sapere spesso è basato sul  “sentito dire”, da una ricerca facile su internet, o peggio ancora da letture di post su facebook. Insomma il  “tuttologo”, anche quando non capisce qualcosa, afferma di saperne più degli altri, tipico atteggiamento per non apparire meno intelligenti.  Ma diciamocelo….. quanto è sano dire “ non lo so”, oppure “non ho capito”, atteggiamento questo che ti porta alla consapevolezza di “voler sapere”,  “Il dubbio cresce con la conoscenza”, affermava Goethe.

 “La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”, ci dice Il filosofo Bertrand Russell.

La domanda sorge spontanea : come possiamo difenderci da questi geni del sapere?

Semplice, evitandoli, così ci salviamo dalla loro “presuntuosa eccellenza”.

Concludo  concordando con Socrate……….“Il vero sapiente è colui che sa di non sapere”