Rubrica settimanale di approfondimento culturale, storico, educazione civica, scuola e attualità.

di Simonetta Baccetti

I filosofi, nel corso dei secoli, hanno cercato di dare  risposte alle  domande che oggi , nonostante il passare del tempo ,sembrano attuali: il senso della vita, il bene e il male, cosa sono la libertà e la giustizia, domande a cui oggi, in molti casi, non riusciamo ancora a dare una risposta.

La nostra mente è sempre, affollata di pensieri, per questo pensare e saper ragionare diventa difficile, l’articolo di oggi ha come obiettivo , far riflettere sull’importanza di   insegnare a pensare.
Stiamo vivendo in un’era di tuttologi, (o di nientologi) di filosofi del copia e incolla, in un’era in cui tutti vogliono dire la “loro”, spesso senza pensare. Insomma  parlare,  puntare il dito, apparire, prevaricare sono diventati un “ modus operandi”  nella vita delle persone. Per questo la domanda sorge spontanea… siamo capaci a pensare?

Platone è uno degli uomini più  influenti nella storia del pensiero. Discepolo di Socrate e maestro di Aristotele, il suo pensiero è fortemente incentrato sulla politica,  ci dice che solo la filosofia è capace di guidarci fuori della caverna verso la luce del sole. La volontà di sapere, il  non fermarsi all’opinione, il saper dubitare  delle apparenze ,  danno  vita alla parola  filo-sophia che significa infatti amore, sapere, attraverso la comprensione della realtà.

Dopo la morte di Socrate, Platone, discutendo della virtù, attraverso il suo pensiero educativo   porta a termine la battaglia anti-sofista. Platone considera i sofisti come portatori di discorsi falsi (“sofista” termine negativo che indica una persona che sa fare dei discorsi molto convincenti ma che in realtà ha un sapere soltanto apparente).
Per Platone la vera educazione, la  paideia, quella che forma la capacità di pensare.
Concludendo possiamo asserire che dobbiamo iniziare a educare a pensare.

La famiglia,  la scuola, oggi più che mai, si devono riappropriare del  ruolo di guida, stimolando l’indagine attiva della conoscenza.

“Non è, questa mia, una scienza come le altre, ma come fiamma s’accende da fuoco che balza: nasce d’improvviso nell’anima dopo un lungo periodo di discussioni sull’argomento e una vita vissuta in comune, poi si nutre di se medesima”. Platone, Lettera VII