milani raffaello.jpgdi Raffaello Milani

Oggi parlerò di un “tema” davvero spinoso che spesso e volentieri è usato per mascherare ciò che non si può dire ma si vuol dire. Non è il solo campo politico che è interessato da questo strano fenomeno, ma esso oggi è quello dove viene usato.

Fare satira certo è una cosa non del tutto semplice e scadere nell’offesa è di una facilità assurdamente disarmante. Esempi lampanti ne sono le vignette di tale Vauro Senesi contro la destra tutta dettate da un’avversione, per non dire puro odio, contro tutto ciò che rappresenta ed hanno rappresentato i tempi passati che tanto male hanno fatto all’Italia. Ma, purtroppo, non è il solo ed è molto emulato soprattutto in quel luogo virtuale dove è ammesso tutto o quasi dove la “moderazione” super partes nei commenti è solo un atto scritto ma realmente è legata al politically correct non sempre positivo.

Durante le varie campagne elettorali che ho iniziato a seguire dal 2015 ad oggi ho notato come la satira abbia subito una mutazione in senso decisamente negativo andando sempre a scadere sull’ambito personale volto a denigrare, "perculare" e umiliare ma sempre “velatamente” il proprio avversario fino a che l’avversario non ravvisi il limite superato e dopo l’avviso parte la denuncia/querela così i sorrisi si trasformano in lacrime davanti ad un giudice in tribunale. I personaggi più incredibili li trovi poi sui gruppi che si definiscono “apolitici” o sulle pagine di giornaletti online anch’essi dichiaratamente non schierati ma che smazzettano solo chi non la pensa come il loro editore o il gruppo di fan annesso.

Come ho potuto verificare di persona quando fai notare che il limite è superato il “fenomeno” che ti appella “leone da tastiera” e gli manifesti il tuo totale disappunto intimandogli la fine delle operazioni altrimenti si passa alle vie legali, il professore del post, che tutto sa e tutto è autorizzato a scrivere, ti sbatte in faccia la fatidica frase “ma io sto solo facendo pura satira politica” quando invece ti sta trattando come un escremento di animale di peso rilevante. Ma fortunatamente non sempre chi si nasconde dietro questa carnevalesca maschera la fa franca e quando viene felicemente condannato il godimento è estremo specie se si è sempre venduto come il non plus ultra, il massimo ammissibile sulla piazza, quello che da solo potrebbe fare tutto ed il contrario di tutto urlando al mondo “votate cetto la qualunque!!”

Vediamo ora cosa succederà la Prossima settimana!

Domani ad elezioni finite e giochi fatti, quando il sindaco sarà il più votato e beffardamente dirà di essere il “sindaco di tutti” quando ormai chi ha vinto ride e chi ha perso piange, quando a bocce ferme si tireranno le fila di tante battute “satiriche” che hanno avuto le conseguenze più nefaste e le madonne si sprecheranno e gli avvocati gioiranno. Quando domani ti sentirai leggere dal giudice una condanna o concorderai un accordo con la controparte per ottenere il minor danno, quando avrai tirato fuori i tuoi assi nella manica ma forse non saranno bastati a fari girare il vento, allora e solo allora ti ricorderai che la “satira” se non è usata per far ridere può fare dei danni davvero cattivi. La scottatura sarà dura da far sparire, ti toccherà scrivere lettere di scuse e pagare l’obolo richiesto solo allora capirai che per fare satira a 360° ci vuole talento e anche se talento lo hai spesso succede che il comico sia pagato pochissimo quasi niente e quindi il gioco non ne è valsa assolutamente sta benedetta candela.

Buona settimana e al prossimo evento, intanto aspetto i vostri commenti.