Dante a Firenze.jpg"La parola agli adolescenti" la rubrica quindicinale di MaremmaNews dedicata ai giovani. Una rubrica scritta da loro stessi. Un modo per confrontarsi, scambiare opinioni, raccontare qualcosa, insomma interagire. Un modo per capire il mondo degli adolescenti di oggi e parlare dei loro sogni.

A dare voce a questo articolo oggi è Edoardo M., un giovane adolescente di Grosseto. Edoardo, lo propone e lo fa in un modo particolare, unico: scrivendo una lettera a Dante.

Sì proprio a lui il ‘Sommo Poeta’. Il nostro Dante Alighieri, poeta, letterato, soldato, politico, studioso di filosofia e teologia, il padre della lingua italiana.

penna per scrivere.pngMio caro Dante, da oramai 700 anni il tuo cuore ha smesso di battere, ma dal tuo ricordo nasce un’immortalità che ti farà vivere nei tempi.

Sommo Poeta, le tue opere degli adulti son speranza, dei giovani ispirazione. In un periodo duro e lugubre come quello che ci ritroviamo ad affrontare, il pensiero del tuo intelletto ci spinge a divertirci, immagazzinando un nuovo e vasto bagaglio culturale. Chissà se quella cupa Selva Oscura non fosse una semplice previsione; allora, se così fosse, speriamo di arrivare presto al Paradiso.

Il pensare alle tue opere funge nella mia mente, nei “momenti più bui”, da grande fiamma, che fa emergere nell’oscurità la luce che si presenta come magnificenza. Certe volte mi immedesimo nella tua persona, in quegli istanti la mia penna diventa il recipiente dei miei eccessi, con cui estendo ciò che il mio cuore parla e quello che l’animo svela.

O Sommo Poeta, se solo tu fossi qui, noteresti l’ingenuità del popolo di cui, un tempo, vantavi di essere originario. I giornali che prima si decoravano di scritti di grandi personaggi, sembrano ora trarre ispirazione e linfa vitale solo dal sentenziare solonico dei virologi; questo nuovo e potente popolo che indirizza e modula la nostra vita, le nostre aspettative, i nostri comportamenti etici e morali sui quali Te,  avevi tracciato delle linee e delle guide che sembrano oggi dimenticate.

La disperazione, dove il popolo nostro trova rifugio, rischia di condannare il dialogo al dimenticatoio. Con dolore, concludo qui il nostro dialogo, sperando che tu, dall’alto dei nostri ideali, ci aiuti a trovare la via della saggezza”.

Quando la passione, la cultura e lo studio, si fondono insieme, si creano questi piccoli capolavori, per noi sono fonte di luce nel credere… che nulla è perso.

Grazie ancora Edoardo.