sindacato.jpgRenzetti, Milani e Capponi: «l’accordo unitario Fiada per il sostegno all’artigianato è un modello. Incomprensibile la fuga in avanti di Lamioni. Sui tavoli comunali per lo sviluppo patti chiari: partecipiamo se sappiamo prima quali risorse saranno impegnate. No a perdite di tempo e protagonismi che non siano unitari»

Grosseto: «L’accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Cna e Confartigianato – dichiarano Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Federico Capponi (Uil) - è l’esempio concreto di come anche a livello locale si possano individuare soluzioni virtuose ed efficaci per sostenere lavoratori e imprese. I 350.000 euro del plafond concordato fanno tremare i polsi rispetto al futuro del Fiada – fondo integrativo aziende e dipendenti artigiani – ma è un risultato che costituisce motivo di orgoglio, nato da una contrattazione vera fra le parti. Ognuna delle quali ha rinunciato a qualche legittima pretesa per arrivare all’accordo finale, in nome dell’unità necessaria di fronte alla durezza della crisi.

Anche per questo, in tutta onestà, l’unica nota stonata è stata la fuga in avanti del presidente di Confartigianato, Gianni Lamioni, che si è affannato a rivendicare in solitaria l’accordo appena sottoscritto. Ce ne facciamo naturalmente una ragione, ma continuiamo a ritenere che molto più dei protagonismi individuali, questo territorio abbia bisogno del protagonismo collettivo delle persone normali.

Da questo punto di vista, la nostra provincia è riuscita nel difficile salto di qualità passando da “cenerentola” a modello regionale, con la costituzione del comitato “Grosseto Sì, va avanti”. Che riunisce in un unico soggetto territoriale tutte le rappresentanze sindacali e datoriali, che esprimendo posizioni discusse e condivise acquisiscono un maggior peso contrattuale.

A questo proposito, inoltre, come Cgil, Cisl e Uil vogliamo chiarire che rispetto agli effetti della crisi economica seguita all’epidemia di coronavirus vediamo un rischio molto concreto, che intendiamo scongiurare. Ovverosia quello di una moltiplicazione dannosa dei tavoli per discutere delle misure di contrasto alla crisi, attraverso il sostegno alle imprese e alle persone. Come sindacati saremo invitati ai tavoli della Prefettura, della Regione di Grosseto Sì - Va avanti!, e a 28 tavoli comunali, spesso a loro volta suddivisi un 4-5 altri sub tavoli. Complessivamente, quindi, potrebbero esserci almeno una sessantina di sedi di confronto sui temi del rilancio economico.

È evidente che così non può andare. Ma soprattutto ci preme mettere in chiaro che d’ora in poi saremo disponibili a lavorare solo con chi ci dirà in anticipo quante risorse verranno oggettivamente impegnate per sgravi fiscali e sostegni economici. Anche facendo debito. Altrimenti preferiamo non perdere tempo in discussioni generali, enunciazioni di principio e tantomeno ad essere coinvolti in scontri di natura politica.

Il sindacato confederale ha i propri livelli di rappresentanza territoriale, sul piano nazionale, regionale, provinciale e comunale. Per cui quello che le nostre organizzazioni dicono a Governo e Regione, ci rappresenta in modo esaustivo. A noi interessa calare la contrattazione a livello territoriale, e interessa farlo sulle scelte concrete. Per condividere misure di sostegno reali che arrivino presto a cittadini e imprese.

Soprattutto in una fase come questa – concludono Renzetti, Milani e Capponi - c’è bisogno di concretezza e sobrietà. E di un protagonismo diffuso di cittadini, lavoratori e imprenditori su obiettivi e scelte condivisi. Senza spazio per fenomeni, che oltretutto in natura sono una rarità».