coldiretti.jpgFirenze: Anche ai tempi del Coronavirus l’alimento più rappresentativo della tradizione pasquale per la maggioranza dei toscani resta la carne d’agnello che quest’anno sarà garantita grazie al lavoro dei pastori che la consegneranno direttamente a casa dei consumatori.

E’ quanto emerge da un’indagine di Coldiretti Toscana presso le aziende della rete di Campagna Amica che ha attivato già da oltre quattro settimane il servizio di consegna a domicilio, per venire incontro ai limiti imposti alla movimentazione.

Campagna-Amica-Coldiretti.jpg“Con l’avvicinarsi del periodo pasquale, però, stiamo registrando evidenti manovre speculative tese ad abbassare i prezzi riconosciuti per gli agnelli ai nostri allevatori. La filiera agroalimentare dal campo al consumo deve essere compatta e solidale, anche e soprattutto in questo momento di criticità, e deve garantire la sopravvivenza delle stalle, evitando di arrecare ulteriore danno all’anello più debole della catena”, denuncia Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.

“Gli animali custoditi negli allevamenti rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali”, aggiunge il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti.

L’88% dei cittadini vuole carne di origine nazionale con quasi 2/3 dei consumatori che ha scelto addirittura di acquistare direttamente dal pastore, una decisione – sottolinea la Coldiretti – motivata dai limiti alla movimentazione per l’emergenza Coronavirus e dalla necessità di garantirsi personalmente della provenienza in una situazione in cui la maggioranza dell’offerta viene dall’estero e soprattutto da Romania e Grecia che non assicurano gli stessi standard qualitativi.

Per portare in tavola qualità al giusto prezzo il consiglio della Coldiretti è dunque quello di preferire carne di agnello a denominazione di origine, quella garantita da marchi di provenienza territoriale e di rivolgersi direttamente ai pastori.
La pastorizia – continua la Coldiretti – è un mestiere ricco di tradizione molto duro che costringe ogni giorno alla sveglia alle 5 del mattino per la prima mungitura che sarà ripetuta nel pomeriggio per ottenere da ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene sottopagato.

Un mestiere a rischio di estinzione – evidenzia la Coldiretti – per i prezzi spesso inferiori ai costi di produzione, gli attacchi degli animali selvatici, la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per nazionali e il massiccio consumo di suolo che in Italia ha ridotto drasticamente gli spazi verdi e i tradizionali percorsi lungo i fiumi fino ai pascoli di altura storicamente usati per la transumanza delle greggi per la quale l’Italia ha chiesto il riconoscimento come patrimonio dell’Unesco.

E’ infatti un lavoro ad elevato valore ambientale poiché – continua la Coldiretti – si tratta di un’attività che è concentrata nelle zone svantaggiate e che garantisce la salvaguardia di razze a vantaggio della biodiversità del territorio, un patrimonio che gli agricoltori di Campagna Amica sono impegnati a difendere con “I sigilli”, prodotti e animali della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici.