Nonostante i dati del Sole24 ore sulla qualità della vita a Grosseto, la classifica si può scalare puntando su giovani, manifattura, export e innovazione.

Confindustria Toscana Sud, il presidente della delegazione di Grosseto, Francesco Pacini: «Nonostante le criticità il 2019 è stato un anno importante, il patto per lo sviluppo ci fa credere in un futuro migliore»

Grosseto: «In questi giorni - dice Francesco Pacini, il presidente della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud - la classifica sulla qualità della vita appena pubblicata dal quotidiano Il Sole 24Ore, che relega la provincia di Grosseto al 79° posto generale tra le 107 province italiane, offre certamente molti spunti. Intanto questa classifica non ci deve stupire. E’ evidente che non siamo ancora riusciti, politica, istituzioni e mondo delle imprese, a costruire un nuovo modello di sviluppo sociale, e soprattutto imprenditoriale, che offra altre prospettive alle nuove generazioni. Noi da sempre crediamo che sia necessario arricchire la nostra cultura economica, pensando ad un territorio nel quale possa svilupparsi anche l’impresa manifatturiera, quella innovativa e sostenibile, perché è ormai assodato che senza la crescita di questo settore produttivo il nostro territorio non potrà garantire ricchezza, stipendi ed investimenti adeguati».

«Ovviamente – continua Francesco Pacini, – vedere la nostra provincia agli ultimi posti d'Italia in una classifica sulla qualità della vita, che prende in esame molti parametri, non può far piacere. Ma per tutti noi rappresenta l'occasione di fare un bilancio dell'anno che si appresta a chiudersi. E non dobbiamo dimenticare che il 2019, tutto sommato, è stato un anno positivo per la provincia di Grosseto. L'esperienza “Sì, Grosseto va avanti” che abbiamo condiviso con tutte le altre associazioni locali e con le istituzioni per chiedere dotazioni infrastrutturali adeguate, presupposto per un'economia competitiva, ci ha mostrato un territorio finalmente unito e compatto e questa esperienza deve continuare perché ha appena cominciato a dare i suoi frutti. Un passo importante, un patto per lo sviluppo che concretamente ha dato vita a un patto per il futuro e che può contare su molti elementi positivi, evidenziati nella nostra ultima assise». E la strategia per il rilancio, nella visione di Confindustria, è chiara. «Un futuro alternativo sul quale scommettere, che noi abbiamo individuato simbolicamente nel 2029 – dice ancora Francesco Pacini –, esiste. E a nostro giudizio deve fondarsi sul manifatturiero quale nuovo settore trainante dell'economia, al fianco dei settori tradizionali quali l’agroalimentare e turismo. Questa visione si fonda sulle partnership tra le imprese, sull'internazionalizzazione, sui giovani, sull'innovazione. Puntare sull'export è doveroso, visto che il valore del Made in Italy resta un punto di forza in tutto il mondo e che possiamo offrire al mercato prodotti e servizi unici. Ma occorre presentarsi preparati: per questo è cruciale investire sulla formazione e sulla tecnologia, pienamente convinti che rappresenti un'opportunità di crescita. Dobbiamo fare di tutto affinché la Maremma diventi la terra del futuro per i nostri giovani: quelli che attualmente stanno compiendo il loro percorso di formazione e quelli che si sono appena affacciati al mondo del lavoro. Sta a noi fornire loro tutti gli strumenti e le occasioni di cui hanno bisogno».

«Voglio infine ringraziare» conclude Francesco Pacini «tutti gli imprenditori della provincia per il loro impegno augurando a ciascuno le migliori idee, ed anche un pizzico di buona fortuna, affinché il 2020 possa essere un anno ricco di successo e soddisfazione, certo che il benessere del nostro territorio ed il futuro dei giovani passa anche da quello delle nostre aziende.

Da qui si riparte. Guardando al futuro con speranza.