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breda binazzi petri presidenti cna.jpg“Inaccettabile un ritardo così lungo su un appalto già assegnato. Ministero e Parlamento si facciano carico della situazione”, dicono Binazzi, Breda e Petri.

Grosseto: “A pochi giorni dalla buona notizia dell’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo per il lotto 9 della Grosseto Fano arriva l’ennesima, inaccettabile, doccia fredda”.

A parlare sono Franca Binazzi, Riccardo Breda e Fabio Petri, i presidenti delle Cna di Arezzo, Grosseto e Siena, che commentano così la notizia dell’ennesimo stop a lavori per il quarto lotto, quello che collega Civitella Marittima e Lampugnano. “Uno dei punti dove, soprattutto, in questi giorni di esodo estivo, si verificano i maggiori rallentamenti”. Un tratto breve, di soli 2 chilometri e 800 metri, sui quali però pende un ricorso che dopo essere passato dal vaglio del Tar e del Consiglio di Stato è arrivato, proprio nei giorni scorsi, persino di fronte alla Corte costituzionale.

Senese strada (4).JPG“E’ inaccettabile che si verifichi ancora l’ennesimo stop ai lavori – aggiungo i rappresentanti delle Cna della Toscana del sud – e serve che qualcuno decida e si prenda delle responsabilità, come fa l’imprenditore tutti i giorni, facendo scelte e prendendo decisioni. Troppo facile giocare allo ‘scarica barile’: non vogliamo entrare nel merito del ricorso effettuato per l’aggiudicazione dell’appalto, anche perché quel tratto di strada, se pur breve, prevede un investimento importante di 106 milioni di euro ed è quindi chiaro che sia appetibile per le imprese – dicono Binazzi, Breda e Petri – ma non possiamo attendere ancora a lungo per il completamento della Grosseto Fano”.

“Questa vicenda – aggiungo i presidenti della tre Cna – dimostra come il groviglio di norme che regolano gli appalti rappresenti un freno intollerabile per lo sviluppo e quanto sia necessario uno snellimento della burocrazia che la nostra associazione invoca da anni”.

Lo stop a un appalto già finanziato,  aggiudicato e pronto per l’avvio arriva infatti dopo che il Consiglio di Stato, tribunale amministrativo di secondo grado, ha ravvisato la possibile incostituzionalità di alcune norme che regolano gli appalti ed ha quindi chiesto la pronuncia della Corte costituzionale.

La E 78 – Due Mari, in un’area con un forte deficit infrastrutturale, è un’arteria fondamentale per lo sviluppo del territorio, il cui intervento di adeguamento si è reso ancora più necessario per le frequenti file che adesso si verificano nei tratti in cui la strada da quattro passa a due corsie, proprio come avviene a Lampugnano e Civitella e per i numerosi incidenti stradali che purtroppo, ancora, si verificano sull’arteria.

“Chiediamo al Ministero dei trasporti di farsi carico di questo problema, che è legato all’economia del territorio e alla sicurezza delle persone  – aggiungono  - anche perché la Due Mari è una delle poche infrastrutture in fase di adeguamento e  chiediamo ai parlamentari toscani di fare pressione affinché sia fatto tutto il possibile per sbloccare la situazione nei tempi più brevi e ci auguriamo che questa crisi di Governo non allontani oltre misura la soluzione del problema”. “Per un lotto già appaltato – concludono Binazzi, Breda e Petri – è impensabile che i lavori possano ritardare di un anno o più. Speriamo quindi di vedere il cantiere attivo entro la fine del 2019 e di poter garantire alle imprese e ai turisti che in questi giorni attraversano le tre province per muoversi da e verso e il mare, di poter mettere a loro disposizione dei collegamenti adeguati e moderni già per la prossima estate”.   

Categoria: ECONOMIA & LAVORO
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