cgil filcams.jpgGatti: «Cresceranno a dismisura le stazioni appaltanti. Aumenteranno ribassi d’asta e contratti spuri. A pagare una riforma inefficace saranno i lavoratori di opere e servizi in dati in appalto»

Grosseto: Filcams è preoccupata per gli effetti sull’economia locale dello stravolgimento della legislazione sugli appalti pubblici operata dal governo Conte.

«Il cosiddetto “decreto sblocca cantieri” – sottolinea Massimiliano Gatti, membro della segreteria della Filcams - e le modifiche al codice degli appalti, produrranno una parcellizzazione delle stazioni appaltanti. Ogni Comune, anche quelli con poche centinaia di abitanti, potrà indire bandi di appalto, di fatto scavalcando i soggetti aggregatori come Estar, Unione dei comuni o città metropolitane.

È pacifico che gli Enti locali adotteranno il criterio di aggiudicazione più semplice per risparmiare, ovverosia quello al massimo ribasso, con i funzionari di Comuni, Asl ed Enti vari che non potranno esimersi dall’affidare gli appalti alle ditte vincitrici. Mentre a perderci saranno sia i lavoratori che i cittadini, che vedranno erogati servizi sempre di minore qualità nell’ambito di sanità, mense, pulizie e manutenzioni. Questo è il più forte attacco degli ultimi anni al mondo del lavoro, che riguarda appalti per un valore di oltre 300 miliardi di euro, con il coinvolgimento di milioni di lavoratori all’interno della filiera delle gare».

Secondo la vulgata che si vuole far passare burocrazia, Anac, Cantone, il codice degli appalti e i commissari costituirebbero dei freni, dei blocchi a servizi e cantieri. «Non è così – aggiunge Gatti – il vero problema è la regressione culturale rispetto alle tutele dei lavoratori. Già con il codice degli appalti era difficile stabilire il Ccnl da applicare, ma almeno i costi orari erano individuati dai minimi tabellari ministeriali. Ora, invece, si sancisce la libera scelta del Ccnl da applicare, e purtroppo col massimo ribasso prevediamo che prolifereranno i contratti pirata, con paghe orarie più basse e spesso una mensilità in meno».

Lo sblocco dei cantieri, quindi, non si fa con la derugulation. «Basterebbe che le stazioni appaltanti pagassero con regolarità, così non sarebbe necessario ampliare la percentuale dei subappalti. Per Filcams l’offerta economicamente più vantaggiosa (quindi il miglior rapporto qualità’ prezzo) è il criterio da privilegiare ed è già previsto dall’attuale normativa. Quello è l’unico compromesso accettabile, che garantisce il buon servizio erogato e la sicurezza dei lavoratori, intesa sia come tutela antinfortunistica che come garanzia di una paga base adeguata, prevista dal contratto collettivo di riferimento.  

La filcams e la Cgil – conclude Gatti - di concerto con le altre organizzazioni sindacali, si adopereranno per contrastare il decreto sblocca cantieri, anche ricorrendo ad azioni legali».