sindacati.jpgAppello ad Istituzioni territoriali, Sindaci e forze politiche delle Amministrazioni locali.

Grosseto: Anche nella Provincia di Grosseto, nell’insipienza e/o disinteresse quasi generale, si sta profilando una nuova, gravissima, perdita occupazionale, dovuta al licenziamento di lavoratrici e lavoratori che operano nei C.A.S. (Centri Accoglienza Sociale) ossia, nello specifico, nelle attività relative all’assistenza dei profughi/migranti, sbarcati sul territorio italiano e, successivamente, pervenuti in quello provinciale.

La riduzione delle risorse economiche e la limitazione delle attività assistenziali alla sola fornitura di vitto e alloggio, trascurando ogni intervento finalizzato all’integrazione, finiscono per determinare, consequenzialmente, anche un drastico “taglio” all’occupazione.

Al di là dell’opinione che ognuno possa avere sull’immigrazione, la perdita di posti di lavoro a tempo indeterminato, è qualcosa che dovrebbe essere evitata e che, purtroppo, deve “fare i conti” con una vera e propria “crisi di sistema”, dato che nelle realtà del territorio italiano (vedi Reggio Emilia, ad esempio), i bandi delle Prefetture per l’accoglienza dei richiedenti di Asilo, rischiano di andare deserti, visto che le nuove regole governative sulla gara di appalto, sono assai più stringenti.

E questo è il rischio che concretamente si correrà nel territorio grossetano, dove associazioni ed imprese impegnate nelle attività di accoglienza sociale, pensano già concretamente di “uscire” dal settore, non riuscendo più a rientrare nei “costi” e non potendo più perseguire gli scopi solidaristici propri del associazionismo e della cooperazione sociale.

Purtroppo, questa procedura “depaupera” ancora una volta la Maremma di “tessuto occupazionale” e ne rafforza il triste primato di continuare ad essere una delle zone più depresse della Toscana, con un tasso di disoccupazione che si avvicina ai livelli del Mezzogiorno d’Italia. Dai dati in nostro possesso, si profila, nel quadro occupazionale della Maremma, una perdita pari a circa 90 unità lavorative.

I dati attuali rispetto all’occupazione, o forse sarebbe meglio dire rispetto alla “disoccupazione”, riportano la Maremma indietro nel tempo, ai livelli occupazionali di 25 anni fa, ossia a quelli del 1988. Ai nostri Centri per l’Impiego, si è passati dai 26.850 iscritti di pochi anni fa, agli odierni 30.453, ma il dato più allarmante è quello che riguarda i giovani e le donne; i giovani disoccupati risultano essere circa 8.000, mentre per le donne, la situazione assume toni veramente drammatici, perché si attestano alla cifra record di 18.242.

Facciamo pertanto appello alla sensibilità delle Istituzioni territoriali, dei Sindaci e delle forze politiche delle Amministrazioni locali, per sostenere le lavoratrici ed i lavoratori interessati, intervenendo con solidarietà e azioni positive a favore degli stessi, tutti giovani e donne, i quali, dato il pericolo di licenziamento, sono in difficoltà economica e familiare, e pertanto meritevoli di aiuto, solidarietà e sostegno.