Oss. Immobiliare.it prezzi case.jpgÈ stato da poco pubblicato il resoconto dell’Agenzia dell’Entrate relativo all’andamento del mercato immobiliare nel terzo trimestre di questo 2018, e i dati emersi non sono dei più confortanti. Il mercato degli immobili residenziali rimane sostanzialmente invariato rispetto al III trimestre del 2017, con un calo totale dello 0.2%. Diminuiscono le compravendite al Nord, aumentano al Sud e soprattutto sulle Isole.

Prendendo in considerazione soltanto le grandi città, si nota come il mercato degli immobili residenziali sia tutto sommato stazionario, ma con singole variazioni importanti e per certi versi inaspettate. A Milano il terzo trimestre del 2018 ha visto una flessione del 2.4% rispetto all’anno scorso, mentre Bologna, nello stesso periodo, ha fatto registrare un + 23.7%. Il totale relativo alle grandi città rimane comunque positivo, con un aumento di quasi quattro punti percentuali per il trimestre di riferimento.

Analizzando, ancora, la tipologia delle abitazioni, si ottiene un dato interessante per gli operatori del mercato: gli immobili di piccole dimensioni sono preferiti un po’ dovunque. Secondo quanto affermato nel documento pubblicato dall’Agenzia delle entrate, infatti, “i tassi di crescita più significativi si sono registrati nelle classi delle unità inferiori a 50 m2 , +6,1%, e in quelle tra 115 m2 e 145 m2 , +8,3%. Si può sottolineare, tra i dati disaggregati, la forte crescita nelle compravendite di piccole unità (meno di 50 m2) a Bologna e Napoli (oltre il 30%)”.

luca vitale lugano.jpegPiù preoccupanti appaiono invece le statistiche inerenti al settore non residenziale. Nel complesso, si tratta di un calo lieve (- 0.3%) che arriva dopo ben tredici trimestri di crescita ininterrotta. Ma è significativo il fatto che, suddividendo il territorio per macroaree geografiche, la diminuzione maggiore riguardi i capoluoghi, da Nord a Sud, con la sola eccezione del Centro Italia, dove si registra un dato positivo (+7.4%). Scendendo più nel dettaglio, e analizzando la tipologia di immobili considerata, sono soprattutto gli uffici e gli studi privati a far registrare i dati peggiori, con una diminuzione del 20.8%, omogenea in tutte le aree del paese, mentre i negozi e i laboratori continuano il loro andamento positivo (+ 0.8), anche se il ritmo di crescita è diminuito rispetto al secondo trimestre.

Stesso discorso anche per i depositi commerciali e le autorimesse. Per le grandi città vale quanto già detto per i capoluoghi: per uffici e studi privati la diminuzione è del 27% (rispetto al 20.8% nazionale), in negativo anche negozi e laboratori, seppure in percentuali minori.

“Sono dati assai critici” – sottolinea Luca Vitale, titolare di Tosco Intermedia – “quello che più spaventa è la diminuzione del settore non residenziale. È necessario prendere provvedimenti urgenti per cercare di invertire la rotta. Bene l’introduzione della cedolare secca per gli immobili commerciali, prevista nell’ultima manovra,  ma bisogna dare un segnale forte a chi vuole continuare a creare ricchezza nel nostro paese, con l’introduzione di ulteriori sgravi fiscali per chi gestisce un’attività commerciale”.