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Marco Nespolo.jpgNord Ovest e Nord Est trainano la riduzione. Nel 2017 sono fallite in Italia 12.009 imprese, l’11,3% in meno dell’anno precedente. La regione con la maggiore diminuzione è il Friuli Venezia Giulia (-25,8%), seguito da Basilicata (-19%), Sardegna (-17,3%), Umbria (-17,2%), Trentino Alto Adige (-16,9%), Piemonte (-16,2%). Maglia nera invece Lazio, Calabria e Puglia

È il Nord Ovest, con il 12,4% in meno di imprese fallite nel 2017 rispetto al 2016, a trainare la riduzione dei fallimenti in Italia, ma il Nord Est insegue a un’incollatura appena, con -12,2%.

È la tendenza registrata dall'Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure d'imprese 2017 realizzato da Cerved, la data-driven company italiana che fornisce, tra l’altro, servizi per analizzare il rischio di credito e l’affidabilità commerciale di clienti, fornitori e partner, come la piattaforma Cerved Credit Suite.

È dunque il Nord Italia a fare la parte del leone nella ripresa, ma stando all’indagine Cerved aggiornata a fine 2017, il trend sui fallimenti si è dimostrato particolarmente incoraggiante in tutta la Penisola: lo scorso anno sono fallite in tutto 12.009 aziende contro le 13.532 del 2016, con un calo dell’11,3% e un rafforzamento delle dinamiche positive osservate già nel 2016 (-8,2%) e nel 2015 (-6,1%). Il numero di imprese che hanno portato i libri in Tribunale è ormai tornato dunque ai livelli dei primi anni Duemila; la flessione si osserva in tutte le aree geografiche.

Nel dettaglio, ecco i dati regione per regione.
Nel Nord Ovest nel 2017 sono fallite 3.504 imprese (-12,4% rispetto al 2016): il Piemonte è passato da 863 fallimenti a 723 (-16,2%), seguito da Liguria, scesa da 275 a 241 (-12,4%) e Lombardia, da 2842 a 2518 (-11,4%). La Valle d’Aosta aumenta le procedure del 22,2%, ma si tratta di numeri esigui, da 18 a 22 fallimenti.
Nel Nord Est si contano 2.264 procedure (-12,2%), con cali più marcati in Friuli Venezia Giulia (da 221 a 164, -25,8%) e Trentino Alto Adige (da 195 a 162, -16,9%), rispetto a Veneto (da 1173 a 1026, -12,5%) ed Emilia Romagna (da 991 a 912, -8%).

Al Centro sono fallite 3.068 aziende, in calo dell’8,9%: diminuiscono con tassi a doppia cifra le procedure in Umbria (-17,2%, da 238 a 197) e nelle Marche (-14,4%, da 417 a 357), a ritmi più contenuti in Toscana (-8,9%, da 1060 a 966) e Lazio (-6,3%, da 1652 a 1548).
Nel 2017 i tribunali hanno aperto 3.173 procedure fallimentari a imprese con sede nel Mezzogiorno, l’11,5% in meno. Le tendenze sono positive in tutta l’area, con riduzioni maggiori in Sardegna (-17,3%, da 323 a 267) e Basilicata (-19%, da 58 a 47). Bene anche la Campania con -14,7% (da 1179 a 1006). L’Abruzzo è sceso da 273 fallimenti a 245 (-10,3%), il Molise da 54 a 48 (-11,1%). La Calabria invece ha visto una riduzione solo del 6,6% (da 272 a 254), la Puglia del 7,5% (da 610 a 564), la Sicilia del 9,3% (da 818 a 742).

“La fotografia che il nostro Osservatorio restituisce è certamente positiva, e lascia ben sperare – commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved -. Il 2017 infatti ha visto la conferma e il consolidamento di alcune tendenze favorevoli in atto e ci aspettiamo dunque un ulteriore miglioramento nel 2018 grazie al rafforzamento dei profili di rischio delle imprese e alla congiuntura macroeconomica positiva. Va da sé, però, che le aziende devono tutelarsi attraverso una corretta gestione del portafoglio crediti, un fattore di fondamentale importanza per assicurare all’imprenditoria una crescita solida e sostenibile. Esistono ottimi strumenti sul mercato per valutare l’affidabilità commerciale di clienti, fornitori e partner. Ad esempio, con la versione rinnovata e potenziata di Cerved Credit Suite offriamo ai nostri clienti la piattaforma di gestione del credito più avanzata sul mercato e, al tempo stesso, contribuiamo a migliorare lo stato di salute di una parte importante dell’economia reale del Paese”.

Categoria: ECONOMIA & LAVORO
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