foto2.jpgSi sono appena concluse a Verona le Assise generali 2018 di Confindustria, una giornata che ha visto la mobilitazione dell’intero sistema confindustriale italiano per creare un momento di confronto su tematiche politico-economiche di interesse nazionale.

Le Assise generali di Confindustria rappresentano un’occasione unica di incontro e di riflessione, durante la quale gli imprenditori associati al sistema sono chiamati a

presentare in prima persona proposte concrete di sviluppo economico. Le Assise sono fondamentali affinché tutto il sistema associativo riesca a raggiungere una visione completa, realistica e lungimirante della situazione del nostro Paese.
Nell’arco degli incontri di oggi (ndr: venerdì 16/02/2017), si sono definite le priorità da porre all’interno dell’agenda politica nazionale per la crescita delle aziende e per realizzare un duraturo progetto di sviluppo, di crescita e di occupazione.
Questa mattina si sono aperti i lavori con l’avvio di numerosi tavoli dedicati a tematiche come formazione, lavoro, inclusione dei giovani, sostenibilità, investimenti, fisco, Europa e prospettive globali.

Nel pomeriggio si è svolta la sessione plenaria, moderata dalla giornalista e scrittrice Maria Latella, durante la quale si sono tenuti gli interventi di Manuel Josè Barroso, già Primo Ministro del Portogallo e Presidente della Commissione Europea, e di Marc Lazar, Presidente della LUISS School of Government.

Al termine dei lavori ha preso la parola il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che ha ricordato tre vere e proprie missioni-Paese, e cioè più lavoro, più crescita e meno debito pubblico, da attuare a partire dalle azioni presentate durante le Assise e ricordando come per fare ciò sia necessaria l’azione congiunta delle imprese, dell’Europa e della politica italiana.
Sulla stessa linea il commento del Presidente di Confindustria Toscana Sud Paolo Campinoti: “Noi come Confindustria non proponiamo idee irrealizzabili, ma obiettivi credibili, basati su una serie di azioni finalizzate a generare risorse, che serviranno per finanziare investimenti in infrastrutture, capitale umano e ricerca, per premiare le imprese che creano lavoro, si innovano e vanno nel mondo e per rendere più semplice ed efficiente la mano pubblica. Non chiediamo più spesa pubblica, ma spesa migliore: proponiamo un metodo che parta da obiettivi credibili e che agisca in un’ottica di politica economica unitaria del Paese.

E per fare questo, c’è bisogno dell’azione congiunta delle imprese, che devono accelerare il cambiamento e diventare sempre più in grado di cogliere le opportunità della domanda mondiale, dell’Europa, che deve svolgere la funzione di motore di crescita economica, e della politica italiana, che deve creare le condizioni migliori per gli investimenti, la crescita e la riduzione del debito.”

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