Nel terzo trimestre del 2017 si conferma, pur perdendo buona parte del naturale impulso, la crescita congiunturale delle imprese (+0,3%), lasciando prevedere per fine anno uno stock di imprese grosso modo inalterato. Pur in presenza di un perdurante il trend positivo delle iscrizioni (+0,8%) non risultano ancora raggiunti i valori 2010. Continua la crescita delle società di capitale. L’effetto turismo stimola la crescita delle imprese dei servizi di alloggio e ristorazione.

Grosseto: L’andamento storico di un universo d’imprese possiede una certa ciclicità, sia esso limitato ad una provincia o allargato all’intero contesto nazionale.

In tal senso, il terzo trimestre si caratterizza di norma con una crescita congiunturale che risulta indipendente dalla variazione tendenziale osservata. Tale avanzamento si rileva anche nel terzo trimestre 2017 ma è quasi ininfluente ai fini della crescita numerica, poiché si è concretizzato il previsto rallentamento nell’espansione del tessuto imprenditoriale locale, fenomeno che si era iniziato ad osservare ormai dall’inizio del 2015 ed i cui effetti si sono progressivamente affievoliti, soprattutto nell’anno in corso. Dopo una serie ininterrotta di variazioni tendenziali positive trimestrali, il numero imprese iscritte al Registro della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno è infatti invariato su base tendenziale. L’andamento grossetano appare migliore di quello livornese: in quest’ultimo territorio il ciclo espansivo era peraltro iniziato con qualche mese di anticipo rispetto all’altro.
Nel periodo esaminato si rileva un brusco calo tendenziale delle iscrizioni a fronte di un altrettanto marcata diminuzione delle iscrizioni ma entrambi i fenomeni sono riconducibili al “fronte” livornese, che condiziona pesantemente il risultato dell’intero universo di riferimento. Nella sola provincia di Grosseto sia le iscrizioni sia le cessazioni appaiono in lieve crescita tendenziale. I saldi tra aperture e chiusure sono moderatamente positivi in entrambe le province.

Le sedi d’impresa registrate in Italia a fine settembre 2017 ammontano a poco meno di 6,1 milioni e sono cresciute in un anno di quasi 10 mila unità, per una variazione tendenziale positiva di due decimi di punto percentuale.
Per la Toscana si rileva un lieve calo tendenziale, visto che le 416 mila imprese registrate sono lo 0,2% in meno rispetto all’anno precedente, calo dovuto soprattutto all’andamento negativo di Massa Carrara (-2,0%), Siena (-1,1%) ed Arezzo (-0,6%). Non mancano d’altro canto territori con un andamento opposto e fra questi va citato Grosseto (+0,3%), che assieme a Firenze mette a segno la variazione tendenziale più elevata fra le province toscane.
Col terzo trimestre 2017 comunque si affievolisce la tendenza all’espansione del tessuto imprenditoriale grossetano. Tale tendenza, riassunta dalla curva rossa tratteggiata, ottenuta tramite una media mobile calcolata su quattro periodi, era in atto da metà 2015.

Poiché il quarto trimestre degli anni precedenti è stato sempre caratterizzato da un calo congiunturale, è facile prevedere che lo stock d’imprese registrate chiuderà il 2017 su un valore prossimo a quello osservato l’anno precedente.
Nonostante la provincia si sia lasciata alle spalle il lungo periodo di riduzione numerica dovuto alla crisi economica, il livello d’imprese registrate ancora non può essere paragonato a quello che si raggiunse a fine 2010.
Al 30 settembre 2017, le imprese attive si contavano in 25.915 mila sedi, 28 in più rispetto a dodici mesi prima (+0,1%), variazione di segno opposto e dunque migliore rispetto al -0,5% toscano ed al -0,1% nazionale.
Nel corso del terzo trimestre 2017 si sono avute 247 iscrizioni e 235 cessazioni, il saldo è stato dunque positivo per 12 unità, numero non lontano rispetto a quanto calcolato per il medesimo periodo del 2016 (+14).
Se le iscrizioni risultano in generale diminuzione sul piano tendenziale (Toscana -0,6%, Italia -2,2%), Grosseto mantiene una seppur minima tendenza nel creare nuove imprese, dato che le iscrizioni sono cresciute di un modesto ma significativo 0,8%. Il tasso di natalità trimestrale, pari a 0,8 punti percentuali, resta comunque inferiore a quello dei territori di confronto (entrambi 1,1%).

La provincia maremmana evidenzia un diverso andamento anche per quanto concerne le cessazioni, aumentate dell’1,7%, quando altrove diminuiscono (Toscana -0,5%, Italia -3,1%). Il tasso di mortalità trimestrale (0,8%) resta inferiore a quelli calcolati per i territori di benchmark.
Nel trimestre in esame si conferma il processo di capitalizzazione del sistema imprenditoriale con una robusta crescita tendenziale delle società di capitale (+5,4%), fenomeno che ormai si osserva da svariati trimestri. Le società di persone appaiono al contrario in diminuzione (-2,7%), mentre le imprese individuali e le “altre forme” giuridiche mantengono lo stesso numero che avevano dodici mesi prima.

Per quanto concerne i settori economici, al 30 settembre 2017 si rileva l’ennesima crescita tendenziale delle imprese (attive) che offrono servizi di alloggio e ristorazione ed in generale di tutte le imprese operanti nel settore terziario, con l’importante esclusione del commercio e delle attività finanziarie ed assicurative. Il settore primario mostra una moderata crescita, mentre il manifatturiero, le costruzioni e le imprese della logistica accusano arretramenti numerici più o meno evidenti.