di Walter Fortini

Firenze: Aiuti alle imprese, soprattutto quelle più piccole e meno attrezzate, per farsi meglio conoscere sui mercati al di fuori dell’Europa. Annunciato un mese fa, il bando per l’internazionalizzazione delle imprese è stato  pubblicato sul Burt, il bollettino regionale  della Toscana,

e da domani, 18 novembre, per quindici giorni, le aziende potranno con posta elettronica certificata presentare domanda per candidarsi a ricevere il contributo a fondo perduto.

Quella toscana è un’economia da sempre vocata all’export, che dopo lo stop durante la fase più acuta della pandemia da coronavirus ha ripreso a galoppare. Sostenere le aziende sui mercati esteri può dunque risultate volano di nuovo sviluppo.

“Il rimbalzo economico era atteso – commenta il presidente della Toscana Eugenio Giani, guardando i numeri messi in evidenza dall’ultimo rapporto Irpet -: si sapeva anche che sarebbe stato superiore alla media del Paese, visto che la Toscana più aveva patito del rallentamento dei commercio internazionale.   Ma non si poteva forse prevedere un rimbalzo di tale misura e così veloce”

Nei primi sei mesi  del 2021 l’export è cresciuto infatti del 38,5 per cento, quasi il doppio rispetto alla media nazionale. Solo il cartario presenta un segno negativo.  Ma le vendite estere toscane sono state nel primo semestre 2021 addirittura superiori in valore (+4.9 per cento) alle transazioni registrate negli stessi mesi del 2019, con la Toscana seconda in Italia solo all’Emilia Romagna. Agricoltura ed agroalimentare registrano veri e propri exploit e anche il settore moda, con qualche affanno in più per tessuti e filati, sta recuperando.

“Il bando appena uscito aiuterà le imprese a farsi meglio conoscere – sottolinea l’assessore all’economia, Leonardo Marras – In una regione tradizionale vocata all’export questo è importante e lo è ancora di più aiutare ad affacciarsi sui mercati extraeuropei le aziende più piccole e meno strutturate, che poi costituiscono la stragrande maggioranza del tessuto economico della regione”.

Per aggiudicarsi i contributi a fondo perduto non occorrerà comunque necessariamente affrettarsi: stavolta le richieste non saranno finanziate in base all’ordine di presentazione, ma sulla base di una graduatoria di merito. La misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese, a professionisti, reti di imprese, consorzi e società consortili. Ed anche i tempi per sapere se si potrà contare o meno su le risorse messe a bando  saranno più brevi: i punteggi saranno infatti distribuiti automaticamente e controlli e verifiche sul possesso dei requisiti necessari per godere dell’aiuto saranno effettuati infatti sui soli progetti in posizione utile per ricevere finanziamenti (con un risparmio, peraltro, anche sulle spese istruttorie).

Contributi e scadenze
Il bando mette a disposizione 8 milioni e mezzo di euro per progetti di investimento, da un minimo di 10 mila euro (dipende dalla dimensione dell’azienda) fino ad un massimo di 400 mila nel caso dei consorzi. L’aiuto rientra tra le misure del progetto regionale Giovanisì per l’autonomia dei giovani in quanto  rivolto anche alle imprese giovanili.Potranno essere finanziati, in misura variabile tra il 30 e il 50 per cento, la partecipazione a fiere e saloni, l’utilizzo di uffici e sale espositive all’estero, servizi promozionali, di internazionalizzazione o di supporto all’innovazione commerciale realizzate a partire dal 23 febbraio 2020.

Tutti i progetti dovranno concludersi ed essere rendicontati entro il 31 dicembre 2022: dovranno avere una durata di otto mesi con una possibile proroga di altri tre mesi. Saranno finanziati con risorse del fondo europeo per lo sviluppo regionale, il Fesr. Dal 2014 con questa misura sono state sostenute oltre 1300 imprese che per la promozione dell’export hanno potuto complessivamente contare su 47 milioni di euro. Gli investimenti finanziabili dovranno essere rivolti a paesi esterni all’Unione europea.

La rilevanza o innovatività di un progetto sarà misurata non solo sulla base delle priorità tecnologiche stabilite dalle strategie di innovazione per la specializzazione intelligente (Ris3), ma anche di quelle introdotte dal piano nazionale di ripresa e resilienza e dal piano per la ripresa d’Europa. Le imprese del turismo avranno la precedenza rispetto alle altre fino al 10 per cento delle risorse stanziate: sono del resto quelle che più hanno sofferto il contraccolpo delle limitazioni negli spostamenti imposte nelle fase più acuta della pandemia. Quanto alla validità economica del progetto presentato, le annualità 2019 e 2020 saranno considerate in modo ponderato, in modo da tenere conto dell’eccezionalità del periodo interessato dagli effetti economici causati dall’emergenza sanitaria.