Giunta impegnata a portare avanti quanto contenuto nel Patto di sviluppo siglato a luglio, in particolare per l’accesso al credito alle imprese toscane; a completare la realizzazione delle infrastrutture e a risolvere i molteplici problemi legati al traffico.

Firenze: Il Governo deve mantenere gli impegni presi sulle grandi opere necessarie alla Toscana. È quanto chiede la mozione del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, presentata in Aula insieme a quella del Movimento 5 Stelle, che impegna l’esecutivo ad attivarsi per portare avanti e completare una serie di opere infrastrutturali “utili, sostenibili e indispensabili per uno sviluppo economico e una crescita produttiva”, a risolvere i molteplici problemi legati al traffico, a mettere in sicurezza strade, ponti e dighe, ad andare incontro alle esigenze dei pendolari.

Dopo ampio dibattito l’aula di palazzo del Pegaso ha registrato il voto favorevole su entrambe le mozioni. Su quella a firma Pd hanno votato a favore i gruppi di Pd e Lega, mentre il M5S ha optato per l’astensione; contrari i consiglieri di Sì-Toscana a sinistra. Sull’atto del M5S hanno invece detto sì Pd, M5S e Lega, con voto contrario di Sì-Toscana a sinistra.

L’esecutivo a guida Enrico Rossi, come ricordato nel corso dell’illustrazione dell’atto, è chiamato a “portare avanti con la massima intensità, gli interventi previsti nel Patto di sviluppo sottoscritto a luglio con categorie produttive, sindacati e parti sociali, per “sostenere l’economia e la buona occupazione”. L’intesa, ricorda la mozione, si muove su specifici ambiti di intervento selezionati per il “rilancio degli investimenti e della competitività del sistema economico regionale”: il sostegno agli investimenti privati per l’innovazione e l’economia circolare; la formazione; l’attivazione di ‘Garanzia Toscana’ (sistema pensato per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese); la promozione del marchio Toscana per il rafforzamento della competitività sui mercati internazionali.

Tra le infrastrutture strategiche ricordate nella mozione, anche il completamento del corridoio tirrenico (774milioni); il nodo dell’Alta velocità di Firenze (799,4 milioni), la Grosseto-Fano (274milioni), la bretella di Piombino, il raddoppio ferroviario della Pistoia-Lucca (328,5milioni), la Darsena Europa (667milioni), il raccordo ferroviario tra il porto di Livorno e l’interporto Vespucci di Guasticce (23,8milioni), l’integrazione degli scali aeroportuali di Pisa e Firenze che tiene dentro anche il nuovo Ponte sull’Arno di Signa (491,2milioni).

Come spiegato dal capogruppo Pd Leonardo Marras, “nel giorno in cui il governo Conte ha avuto la fiducia in Senato, abbiamo pensato di salutare questo processo di cambiamento con una stagione di dialogo aperto e leale, mettendo nero su bianco una serie di opere e condizioni da realizzare in Toscana”. “Questa è la nostra mappa e la nostra direzione”, ha concluso.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Giacomo Giannarelli (M5S) che, presentando la mozione del proprio gruppo, ha elencato come “indispensabili” per la nostra Regione una serie di interventi infrastrutturali: dal completamento delle terze corsie sulla A1 e A11 al completamento della Bretella di Piombino; dagli interventi sui tre porti strategici di rilevanza nazionale di Livorno, Piombino e Massa al recupero della ferrovia “marmifera di Carrara”. “Lavoriamo insieme sulle grandi opere nell’interesse della Toscana”, ha concluso.

Irene Galletti (M5S) si è invece concentrata sulle piccole infrastrutture, “sulle vie di accesso a terreni agricoli e forestali, che servono una Toscana minore ma che non sono meno importanti”; ha affermato la consigliera, augurandosi maggiori investimenti.

Per Elisa Montemagni (Lega) una cosa è certa: “La Toscana è indietro sulle infrastrutture e se il Pd riesce, insieme al M5S, a portare a casa la realizzazione di queste opere, non posso che fare i miei complimenti”. “Auguri al Pd – ha concluso – noi ci siamo già passati e sappiamo le difficoltà”, ha affermato annunciando il voto favorevole su entrambe le mozioni.

Stessa espressione di voto anche per il Pd, con Marras che ha parlato di “atto politico e sociale, che inaugura anche nei documenti uno stile più equilibrato”.

Fuori dal coro Sì-Toscana a sinistra. Secondo il capogruppo Tommaso Fattori “in questi anni sulle grandi opere si è fatta troppa retorica e non si possono votare delle liste di opere, essendo magari favorevoli ad alcune e contrari ad altre; il metodo più ragionevole sarebbe quello di affrontare separatamente ogni intervento infrastrutturale”. Da qui il voto contrario.