La commissione Affari istituzionali e bilancio licenzia la proposta di legge che dà attuazione all’Intesa stabilita in Conferenza Stato-Regioni.

Firenze: La commissione Affari istituzionali e bilancio, presieduta da Giacomo Bugliani, ha licenziato a maggioranza la proposta di legge – proponenti Eugenio Giani, Lucia De Robertis e Antonio Mazzeo – che va a rideterminare i vitalizi regionali.

Come illustrato dal dirigente del Consiglio regionale Fabrizio Mascagni, la norma dà attuazione all’intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato-Regioni il 3 aprile 2019, in applicazione della legge di bilancio per l’anno finanziario 2019, che ha previsto la rideterminazione della misura dei vitalizi in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di presidente, di assessore o di consigliere di una regione, con l’applicazione del metodo contributivo, cioè sulla base di quanto effettivamente versato dal consigliere.

L’intesa sottoscritta in sede di Conferenza permanente ha, tra l’altro, previsto alcuni correttivi, denominati “clausole di salvaguardia”, tesi ad evitare riduzioni superiori al 30 per cento dell’importo degli spettanti vitalizi. La differenza, nella nostra Regione è nell’ordine del 4,40 per cento, che risulta assai inferiore all’incremento massimo della spesa del 26 per cento consentita dall’Intesa.

La proposta di legge recepisce, inoltre, il documento di indirizzo approvato contestualmente all’intesa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con il quale le Regioni hanno accolto l’indicazione di procedere all’eliminazione del divieto di cumulo tra vitalizi regionali e parlamentari, ripristinando il diritto a percepire il vitalizio a chi era stato interessato dal divieto di cumulo.

Nello specifico: la legge provvede a individuare in maniera puntuale i destinatari delle nuove norme, cioè i consiglieri cessati dal mandato che abbiano svolto le funzioni entro la nona legislatura (2010-2015), compresi coloro ai quali l’assegno vitalizio risulti sospeso (perché ad esempio eletti parlamentari) e coloro per i quali il vitalizio è ripristinato per effetto dell’eliminazione del divieto di cumulo. Nell’atto si definiscono la base contributiva e le quote di contribuzione rispettivamente a carico del consigliere e della Regione, riportando nel dettaglio le modalità di calcolo del nuovo ammontare dei vitalizi, che ha richiesto un calcolo lungo e complesso, come ricordato nel corso dell’illustrazione.

La norma, ancora, stabilisce da un lato la misura massima dell’assegno vitalizio individuato nella somma che spettava o sarebbe spettata al consigliere cessato dalla carica secondo le norme in vigore fino al 31 maggio 2019, calcolata con il sistema retributivo; dall’altro, la misura minima, individuata in applicazione delle clausole di salvaguardia, pari al doppio del trattamento minimo Inps, salvo che il trattamento precedente fosse comunque già inferiore a tale soglia.

La legge fissa al primo giugno 2019 la decorrenza del nuovo regime.

Il testo, infine, è completato da tre tabelle relative alla base imponibile contributiva, al montante individuale e al coefficiente di trasformazione, e alle clausole di salvaguardia.

Il presidente Bugliani, aprendo il dibattito, ha ricordato il parere favorevole pervenuto dall’associazione ex consiglieri e le schede di legittimità e fattibilità, per soffermarsi sui tempi evidenti a tutti, che richiedono oggi, mercoledì 22 maggio, l’espressione di voto della commissione e quindi l’approvazione in aula nella prossima seduta.

Gabriele Bianchi ha annunciato emendamenti in aula e voto di astensione, mentre Maurizio Marchetti ha parlato di provvedimento da approvare. Stessa espressione di voto per Leonardo Marras, del parere che pacta sunt servanda: se i patti si rompono non è detto che la legge si possa approvare. Marras, infine, ha chiesto espressamente che il presidente del Consiglio regionale invii una istanza alla Camera, per conoscere la percentuale di incremento relativa alle clausole di salvaguardia.

La proposta di legge, è stata quindi licenziata dalla commissione a maggioranza: sette consiglieri a favore (Massimo Baldi, Roberto Biasci, Giacomo Bugliani, Fiammetta Capirossi, Maurizio Marchetti, Leonardo Marras, Andrea Pieroni) e uno astenuto (Gabriele Bianchi).