infermieri.jpgFirenze: Tutte le aziende si sono attivate, sulla base di specifiche delibere (in particolare la numero 1176 del 2018), e hanno già raggiunto un livello opportuno di rilevazione e contrasto di atti di violenza a danno di operatori del servizio sanitario.

Ulteriori passi avanti sono in atto anche per implementare un apposito sistema di segnalazione delle aggressioni, per la costituzione del gruppo di lavoro multidisciplinare per l'analisi delle segnalazioni e l’individuazione di misure specifiche e per sviluppare un percorso di supporto psicologico a favore della vittima di aggressione, per l’implementazione di un adeguato corpo di vigilanza con presenza fissa almeno al pronto soccorso anche attraverso accordi con le forze dell'ordine. È questo il quadro delle misure messe in campo dalla Regione per prevenire, rilevare e contrastare atti di violenza contro operatori del servizio sanitario, illustrato in aula da Stefania Saccardi.

In risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Paolo Marcheschi, l’assessore regionale alla Sanità ha riferito che è alta l’attenzione per l’installazione di videocamere di sorveglianza con particolare riferimento alle vie di accesso alle strutture, ai parcheggi e ad alcuni reparti ritenuti a rischio aggressione. Tutte le aziende stanno inoltre valutando il numero di aree da sottoporre al controllo mentre si registra un’accelerazione nella ricollocazione delle sedi isolate di continuità assistenziale con ipotesi di spostamento presso associazioni di volontariato e quindi dove è presente personale.

L’assessore è stata sollecitata da Marcheschi, nella replica del consigliere in Aula, a comprimere quanto più possibile i tempi e a intervenire rapidamente almeno nelle zone ritenute più critiche.