porto-di-livorno.jpgIl presidente del Consiglio regionale della Toscana alla commemorazione del 28esimo anniversario della tragedia. Annuncia: sarà aperto armadio della memoria.

Livorno: Verità, giustizia  e sicurezza, questo continuano a chiedere con la stessa forza e senza sentire alleggerito di un grammo il peso del dolore, i familiari delle 140 vittime della Moby Prince.

Nel 28esimo anniversario della tragedia, nella sala consiliare del palazzo civico di Livorno ci sono loro, i familiari, con accanto l’associazione delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e ci sono le autorità e le istituzioni: gonfaloni di regioni, province e comuni provenienti da ogni parte d’Italia. 

Il presidente del Consiglio regionale partecipa alla cerimonia, al suo fianco cinque consiglieri toscani: Francesco Gazzetti, Gabriele Bianchi, Irene Galletti, Monica Pecori e Roberto Biasci. E porta il cordoglio, la solidarietà di 3milioni e 700mila toscani per la Moby Prince; è passato più tempo rispetto alla strage di Viareggio ma c’è ancora più strada da fare per ottenere giustizia.

Le responsabilità devono essere accertate, dice Giani rivolto ai presenti, è giusto e necessario che i responsabili paghino per le loro colpe. Troppo frettolosi, prosegue, i processi che portarono alle sentenze di assoluzione e alle richieste di archiviazione. Le inchieste, prosegue Giani, devono essere riaperte sia sul piano civile che su quello penale. Il Consiglio regionale, annuncia, aprirà un archivio della memoria: nella biblioteca Pietro Leopoldo ogni cittadino potrà trovare le relazioni e tutta la documentazione per approfondire  la storia di questa tragica vicenda. E il presidente chiede anche la fiducia nelle istituzioni. Lo chiede ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini. Qui, assicura, comuni, province e regioni si stanno impegnando con tutta la forza e la determinazione.

Ricorda la mozione approvata dal Consiglio toscano che chiedeva l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta. Oggi, le istituzioni non sono in una torre d’avorio, dice, sono accanto alle associazioni nella loro battaglia di verità e sarà questa forte unità tra i cittadini e le istituzioni a permettere di raggiungere l’obiettivo della giustizia. Il presidente ha poi preso parte al corteo da piazza del municipio al porto e alla deposizione del cuscino di rose del Presidente della Repubblica, della corona di alloro, con la lettura dei nomi delle 140 vittime, e al lancio di rose in mare.