Audizione dell’assessore all’Ambiente: “La situazione è sotto controllo”. Il presidente Giacomo Giannarelli: “Risposte parziali”.

Firenze: “La situazione sulle discariche sotto sequestro, oggetto di questa commissione d’inchiesta, è sotto controllo. Dirigenti regionali ascoltati prima di me hanno ampiamente relazionato sulle tre discariche, peraltro già dissequestrate (il Cassero a Pistoia, il sito di Civitella Paganico e quello di Rimateria di Piombino, ndr).

Su altre domande relative alla pianificazione regionale o al Piano dei rifiuti, risponderò con piacere nelle sedi deputate ad affrontarle in materia compiuta. Non mi sottraggo ad alcun confronto, ma il perimetro di indagine di questa commissione è noto ed è stato ben spiegato anche dal presidente del Consiglio regionale”.

È decisa la posizione dell’assessore regionale all’Ambiente della Toscana Federica Fratoni. In audizione in “commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S), ha inteso rispondere solo a domande “inerenti l’oggetto di indagine”. “Assicuro che nessuno più di me desidera fare chiarezza in termini di pianificazione. Ma essendo questione ordinaria deve essere affrontata e discussa nella sede naturalmente competente e deputata: la IV commissione permanente”.

Il presidente Giannarelli ha chiesto a più riprese a Fratoni di rispondere a domande “legittime” sullo stato di attuazione del Piano vigente sui rifiuti e sullo stato di avanzamento del nuovo Piano. “Questa commissione è il luogo deputato ad approfondire il tema del ciclo dei rifiuti perché l’atto costitutivo è inequivocabile”. “Sono mesi – ha aggiunto ancora il presidente – che lavoriamo su questi temi. Abbiamo fatto decine di audizioni, molti sopralluoghi e chiesto approfondimenti. È impensabile e non serio pensare che si possa stendere una relazione finale in pochi giorni. Per senso di responsabilità vogliamo terminare il lavoro e portare un contributo alla Toscana. Lo faremo chiedendo una proroga fino a metà maggio”.

“La disponibilità dell’assessore ad affrontare il tema della pianificazione deve essere trasmessa al presidente della commissione competente”, ha chiesto il vicepresidente Francesco Gazzetti (Pd) che ha ringraziato Fratoni per la presenza e per la “manifesta disponibilità a non sottrarsi al confronto”. E per ricordare l’esatto ambito di interesse della commissione, ha chiesto agli uffici la comunicazione del presidente Giani, che richiama la nota del presidente del gruppo Pd Leonardo Marras, e nella quale si delimita l’ambito oggettivo di indagine, al “ciclo dei rifiuti in Toscana che deve essere riferita, esclusivamente, alle discariche sotto sequestro”. Questo anche per “evitare interferenze con le competenze in materia di rifiuti, attribuite dal regolamento interno alla IV commissione”.

Alla richiesta del vicepresidente, Giannarelli ha risposto invitando gli uffici a produrre copia, allegando anche “l’atto istitutivo della commissione d’inchiesta”.

Elisa Montemagni, capogruppo Lega, approfittando della presenza dell’assessore ha domandato se il sequestro delle discariche “abbia in qualche modo rallentato la stesura del Piano regionale”. “Sicuramente hanno segnato una criticità, ma non sui rifiuti urbani, materia di cui si occupa il Piano”.

Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt) ha chiesto se la Regione, nella sua attività di rilascio delle autorizzazioni,  abbia approfondito quanto conferito all’interno della discarica di Scapigliato, sito che si ipotizza essere stato la destinazione finale dello smaltimento abusivo di Lonzi Metalli e Ra.Ri. “La Regione lavora attraverso atti predisposti sulla base delle norme. Una indagine della magistratura è sempre un allarme ma la regolarità degli atti deve esserci a prescindere e in questo senso è stato confermato il buon operato dei dirigenti”, ha risposto Fratoni.

A inizio dei lavori, il presidente Giannarelli ha messo ai voti la proposta di richiesta di una proroga dei lavori della commissione che dovrebbero scadere naturalmente il prossimo 19 marzo. “La richiesta – ha spiegato – nasce dal bisogno oggettivo di avere il tempo tecnico necessario a scrivere la relazione finale. I sopralluoghi che abbiamo concordato di fare ci impegneranno fino alla fine di marzo”. I consiglieri presenti (Tommaso Fattori, Sì-Toscana a Sinistra, Maurizio Marchetti, Forza Italia, Elisa Montemagni e Monica Pecori) hanno votato a favore. Il vicepresidente Gazzetti, arrivato poco dopo, ha stigmatizzato la gestione del presidente Giannarelli: “Dovrà assumersene la responsabilità politica”. Ha quindi rilevato che la richiesta di proroga è irricevibile: “Abbiamo già fatto presente, in altre sedute, che non ci sono i presupposti per una richiesta in tal senso. I sopralluoghi organizzati sono solo uno strumento di propaganda politica per il presidente. Lo farò presente all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale”. Gazzetti ha inoltre rilevato che la sua presenza è “spesso servita per registrare il numero legale necessario alla commissione a svolgere i propri lavori, oltre che a garanzia di altri consiglieri assenti”.

Il presidente Giannarelli, rilevando che “non si può impedire ai commissari di avere il tempo tecnico per scrivere una relazione che auspico unitaria, e sarebbe la prima volta che accade”, ha provato a fare una proposta di mediazione: chiudere i sopralluoghi a metà marzo chiedendo contributi scritti alla Waste Recycling di Santa Croce sull’Arno (Pi) e alla discarica di Tivoli (Rm). La controproposta del vicepresidente Gazzetti è stata quella di chiudere i lavori a fine marzo. Il presidente non ha messo ai voti la proposta di Gazzetti, “assumendosi la responsabilità, perché non è utile alla commissione. Non è serio dire che bastano 15 giorni per scrivere una relazione che conterrà contributi e approfondimenti fatti sul campo certamente utili”. Il presidente ha quindi rilevato il lavoro “spesso collaborativo dei commissari”, ma anche stigmatizzato “l’atteggiamento di ostruzionismo manifestato dal vicepresidente. Auspico che il Pd non voglia impedire a questa commissione di svolgere il proprio lavoro istituzionale”.

“Respingo al mittente l’accusa di ostruzionismo. C’è tutto il tempo necessario per scrivere la relazione se non viene utilizzato a fini propagandistici”, ha risposto Gazzetti, che ha aggiunto: “Prendo atto che su richiesta del presidente è stata fatta una votazione in assenza di un esponente del Pd. Decisone legittima ma che ha un peso politico che dovrà essere valutato”.