Regione_Toscana logo.jpgFirenze: Cibo, cultura e solidarietà. E una storia che dura da due secoli, uno dei quali, il Novecento, iscritto nei nomi di coloro che hanno frequentato il Ristorante Paoli, in via dei Tavolini a Firenze e lasciato le loro firme nel Libro degli Ospiti.

I centonovantadue anni di storia del ‘Paoli’ sono raccontati nel libro di Diletta Corsini, curato da Matteo Faglia: “Ristorante Paoli cibo e cultura dal 1827”, presentato al palazzo del Pegaso dal presidenteEugenio Giani e dal vicepresidente Marco Stella e abbinato al sostegno al progetto "Bimbi In ANT", il progetto di assistenza domiciliare specialistica e gratuita ai malati di tumore in età pediatrica. Una decisione del Gruppo Casa Trattoria, proprietario dello storico locale fiorentino e rappresentato in Consiglio dal titolare, Aurelio Fontani, accompagnato dai cognati Enrico e Giovanni. 

In primo piano dunque ‘tesori’ e ‘rivelazioni’ affiorati nella ricerca condotta dai due autori, nel locale  affrescato da Carlo Coppedè e Galileo Chini, che raccoglie le ceramiche Cantagalli,  arricchito di ulteriori affreschi negli anni '50 da Annigoni e Guarnieri.

“Il Paoli rappresenta uno dei locali autenticamente storici, un luogo cruciale nella storia della città” ha affermato Eugenio Giani, sottolineando la particolarità di “tutti gli stemmi dei Comuni della Toscana all’epoca dell’Unità d’Italia”, nel fregio in maiolica realizzato dalla bottega Cantagalli. Un patrimonio particolarissimo, degno del ristorante che fu “il salotto della Firenze capitale”, ha ricordato il presidente, annunciando la disponibilità del Consiglio ad apporre una lapide fuori del ristorante: “Ci sono due luoghi in cui si può trovare in uno stesso ambiente tutti gli stemmi dei gonfaloni dei Comuni della Toscana: uno è la sala adiacente la Basilica della Madonna di Monte Nero, che è patrona della Toscana; l’altro il Paoli”.

Il vicepresidente Marco Stella ha innanzitutto rivolto il “ringraziamento sentitissimo” alla famiglia Fontani per il sostegno al progetto Ant e per l’importanza del lavoro svolto dall’associazione con i bambini. Stella ha richiamato “il connubio tra qualità del cibo e storia della nostra città: in questo libro si racconta la storia di Firenze e delle nostre tradizioni, la capacità di mantenere la tradizione anche nel cibo pur con innovazione”.

Come precisato da Aurelio Fontani, la ricerca ‘storica’ nei prossimi mesi guarderà alla riscoperta anche delle vecchie ricette “che via via torneranno nel menù, anche se leggermente rivisitate”. L’impegno con Ant, aggiunge Fontani, continuerà: “Cercheremo di fare una manifestazione all’anno”, assicura, mentre Simone Martini, delegato Fondazione Ant Firenze-Prato-Pistoia, spiega il progetto che contempla l’assistenza ai bambini malati di tumore o che hanno familiari malati e per il quale, nella serata di presentazione del libro, sono stati raccolti 14mila euro.    

A svelare le sorprese del Libro degli Ospiti, oltre 1000 firme raccolte fin dai primi del Novecento, i due autori del volume, Diletta Corsini e Matteo Faglia. Tra i nomi dei frequentatori uomini di cultura, politici, letterati, mondo dello sport. Nomi del calibro di Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Pirandello, Elio Vittorini. Marino Marini, Carlo Lorenzini, Aldo Palazzeschi. Né mancano il giovane Benito Mussolini, che lascia la sua firma nel 1912, Italo Balbo, Ferruccio Parri.