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sanità.jpgIn commissione Sanità sentito il coordinatore Mario Cecchi

Firenze: Il sistema sanitario regionale è impegnato a completare e perfezionare la presa in carico del percorso assistenziale e le procedure terapeutiche per chi soffre di fibromialgia.

La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha tenuto questa mattina, 24 gennaio, un’audizione del coordinatore dell’Organismo toscano per il governo clinico, Mario Cecchi. Il Consiglio regionale ha già affrontato a più riprese la questione con mozioni e interrogazioni. La commissione Sanità aveva tenuto audizioni.

La fibromialgia non è ancora riconosciuta come malattia cronica, se ne discute a livello nazionale e internazionale. È causata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso, colpisce prevalentemente le donne soprattutto nell’età lavorativa, la diagnosi è al momento esclusivamente clinica. L’Osservatorio per il governo clinico ha presentato un documento “molto snello”, spiega Cecchi, con il quale “si puntualizzano le criticità”, viene proposto il quadro tecnico aggiornato delle questioni sul tavolo, si definiscono le procedure terapeutiche, “rimandando agli organi regionali competenti lo sviluppo delle azioni conseguenti”.

Il vicepresidente della terza commissione Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha richiamato la mozione più recente, approvata nel novembre 2017, presentata dal suo gruppo e approvata all’unanimità“Purtroppo, la Giunta regionale non ha fatto tutto quello che era previsto dalla mozione”, osserva Sarti, che ne richiama i contenuti: “Chiedeva il riconoscimento di un codice identificativo di patologia per la fibromialgia, un pacchetto di prestazioni regionali e il riconoscimento quale patologia cronica; di aggiornare i protocolli esistenti con l’individuazione di criteri omogenei per tutte le aziende sanitarie della Toscana, per una presa in carico dei pazienti, nelle more dell’inserimento della malattia all’interno dei livelli essenziali di assistenza; di istituire un registro regionale sulla fibromialgia”.

Una lettura “più positiva” dello stato attuale propone il consigliere Nicola Ciolini (Pd), secondo il quale “la definizione delle procedure terapeutiche rappresenta un enorme passo avanti. Ora si tratta di individuare gli interventi conseguenti e si dovranno pensare forme di sostegno e agevolazioni per i malati”.

Secondo Enrico Sostegni (Pd) “abbiamo superato uno scalino importantissimo: con questo documento viene individuato come arrivare a un risultato tangibile. Si sciolgono i nodi del professionista di riferimento, si conferma la necessità di un registro o comunque una tracciabilità, e ora diventa possibile veicolare queste informazioni a tutti gli operatori”.

Valutazione positiva anche dal consigliere Jacopo Alberti (Lega): “Ritengo importante che la Giunta regionale acquisisca il documento dell’organismo toscano di governo clinico, che fa compiere un passo avanti alla questione”.

Secondo la consigliera Serena Spinelli (Art.1-Mdp), “il documento fornisce una base tecnico-scientifica utile per le scelte operative della Giunta regionale”, suggerisce di porre la dovuta attenzione “alla relazione con il luogo di lavoro nel quale chi soffre di fibromialgia si trova a operare” e propone di “far arrivare alla Giunta l’impulso a un’azione efficace, per fare in modo che queste linee non rimangano inapplicate”.

Giudizio positivo esprime Monica Pecori (gruppo misto-Tpt), che vede ora necessario “un atto della Giunta regionale per dare il giusto indirizzo alle aziende sanitarie” e la definizione di un “percorso formativo per i medici, perché ci sia un dialogo tra i medici competenti della patologia e i medici di famiglia”.

Su proposta del presidente Scaramelli, la commissione presenterà una risoluzione nella prossima seduta, una risoluzione “che tenga conto del lavoro dell’organismo di governo clinico” e permetta al Consiglio regionale “di confermare e prendere atto del Pdta come prima regione in Italia a dare una risposta concreta a tutti coloro che soffrono di questa patologia”.

Categoria: DALLA REGIONE
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